Tennis, Sara Errani: “Los Angeles 2028? Un sogno, ora voglio ancora concentrarmi sul presente”

Sara Errani, lei è in piena attività sia come doppista, che come coach di Jasmine Paolini, pensa che il secondo ruolo sarà sempre più predominante?

«Difficile onestamente dirlo adesso. Non potrò continuare a giocare fino a 50 anni, però è altrettanto vero che in questo momento sono concentrata e felice di poter portare avanti le due cose. Ci sono giorni molto faticosi, però l’amore per questo sport è talmente tanto che mi piace e mi diverto tantissimo sia stare in campo che poter dare una mano a Jas».

Avendo giocato ad altissimo livello e facendo la coach a una top ten ci può dire qual è il ruolo più impegnativo?

«Sono entrambe due professioni-attività molto molto dispendiose, anche se si tratta di fatiche diverse. Quello che posso dire, che ho notato in questi mesi, è che mentre in campo ogni tanto puoi permetterti di scaricare la tensione in qualche modo, quando sei allenatore devi mantenere sempre calma e lucidità».

Ci sono obiettivi che le piacerebbe raggiungere quest’anno?

«Beh, già raggiungere il decimo Slam vinto credo sia una cosa pazzesca. Come ho cercato di fare in tutti questi venti e passa anni di carriera, l’obiettivo è sempre stato dare il massimo ogni giorno, lavorare sul campo e fuori e cercare di migliorarmi come tennista e come persona. Poi quando smetterò di giocare, riguarderò ciò che sono riuscita a fare e tirerò le somme per vedere cosa sono riuscita a raggiungere».

Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 possono rappresentare un obiettivo, se sì magari c’è anche l’opzione padel?

«Possono rappresentare una cosa bellissima, un sogno arrivarci, però mancano ancora due anni e sono tantissimi. Alla mia età non posso concedermi il lusso di pensare troppo a lungo termine, preferisco concentrarmi sul presente e dare il massimo ogni giorno. Se ci sarà una chance di poter partecipare farò di tutto per esserci».

Torna pochissimo a casa, per una romagnola la propria terra rappresenta sempre un punto di riferimento?

«Torno pochissimo vero ma la Romagna è casa mia e sarà sempre un punto di riferimento e casa della mia famiglia. Credo che per quanto si possa andare lontano nel mondo sia importante e meraviglioso avere un posto in cui sai sempre di poter tornare, e tra l’altro mangiare benissimo».

In un tennis sempre più fisico, anche nel settore femminile, apprezzare una sua voleè è sempre spettacolare, ma secondo lei il gioco a volo viene ancora adeguatamente insegnato nelle scuole?

«Oggi anche il tennis femminile è diventato molto più incentrato sul fisico, sulla velocità dei colpi e sulla potenza, spesso non c’è tempo per impostare strategie diverse. Io ho dovuto fare di necessità virtù per tutta la mia carriera non essendo un gigante e posso dire di essere riuscita a trovare vie diverse per vincere le partite».

Per il suo futuro le piacerebbe aprire un Centro Tecnico, magari nella sua Massa Lombarda?

«Non mi precludo niente, però al momento sono ancora concentrata sul campo per cui preferisco non pensare troppo a lungo termine ma concentrarmi sul presente e sul qui e ora».

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