Tennis, il Ct Zavaglia agli Australian Open

Tennis
  • 10 gennaio 2026

C’è un pezzo del Ct Zavaglia agli Australian Open, ormai ai nastri di partenza con le qualificazioni. A Melbourne, sede del primo Slam stagionale, ci sono anche il bosniaco Nerman Fatic, punto di forza della squadra ravennate che quest’anno ha guadagnato, da neopromossa, la permanenza in A1, il massimo campionato a squadre, e il suo preparatore, il ravennate Francesco Rametta. Per quest’ultimo, responsabile della preparazione fisica degli agonisti del Ct Zavaglia, è il primo Slam nello staff di un giocatore professionista e non nasconde la sua emozione: “Io e Nerman ci siamo conosciuti a Ravenna, lui era seguito da Patricio Remondegui ed io ero da poco entrato a far parte del suo team come preparatore fisico. Da lì, oltre il rapporto lavorativo, si è creata una bellissima amicizia che si è rinforzata nel tempo. Anche se non abbiamo più lavorato insieme, perché presi la scelta di rimanere al Circolo Tennis Zavaglia e lavorare con Omar Urbinati, ogni anno ci rivediamo per affrontare insieme il campionato di Serie A, essendo un giocatore del Circolo Zavaglia, quindi abbiamo sempre il modo di condividere del tempo insieme – spiega Rametta da Melbourne - per raccontarci la stagione tennistica passata e programmazione futura. Da tutto ciò nasce l’invito da parte di Nerman ad accompagnarlo agli Australian Open e naturalmente non ci ho pensato troppo ad accettare”.

Il tecnico ravennate si sofferma sugli obiettivi: “Farò di tutto per aiutarlo e sostenerlo durante la sua seconda esperienza agli Australian Open, la prima risale al 2024. Per me è come essere in un sogno, ambire anche solo a vedere un match dal vivo di un Grand Slam penso sia un obiettivo di ogni appassionato di tennis e non solo, e poterlo vivere dall’interno è un’emozione unica. Entrare negli spogliatoi e leggere i nomi negli armadietti di Jannik Sinner, Novak Djokovic, Carlos Alcaraz e via via tutti gli altri giocatori è incredibile. Sapere che saranno tutti qua e poter osservare la loro organizzazione nell’affrontare uno Slam non ha prezzo. Poter viver questa esperienza mi aiuterà sicuramente tanto, sia a livello di crescita professionale ma anche di vita. Cercherò di portarmi a casa un bel bagaglio di informazioni per poterle poi trasmettere alle generazioni tennistiche future. Probabilmente non riuscirò mai a ringraziare abbastanza Nerman per questa bellissima esperienza”.

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