Francesco Forti, in questo momento è il n.330 del ranking mondiale Atp, a poche posizioni dal suo best ranking di n.303 raggiunto tre anni fa. Poi quasi due anni persi per un infortunio, si può dire che sta vivendo la fase migliore della sua carriera?
Forti: «Sogno di giocare le qualificazioni di uno Slam»
«Sono molto vicino al mio best ranking, mancano pochi punti, ma non so se di fatto sto vivendo la fase migliore della mia carriera, perché ci sono stati altri anni in cui ho espresso un ottimo livello di tennis. Nel 2026 sono riuscito a essere abbastanza costante, forse durante l’estate non sono riuscito a essere mentalmente sereno e rilassato, non ho giocato benissimo, però ora ho ritrovato un po’ di serenità in più, quella che mi serve magari per fare un buon finale di stagione».
Quest’anno lei ha battuto giocatori tosti, come Agamenone e Guerrieri a Cattolica, Kopriva a Napoli, Coria a San Marino, ha vinto l’Itf di Santa Margherita, ha dimostrato contro Acosta a San Marino di tenere un certo livello, in passato ha battuto un certo Griekspoor, cosa le manca ancora per fare un altro salto?
“Probabilmente per fare un altro salto di qualità mi manca un po’ di costanza di rendimento, che in realtà forse c’è anche, ma mi serve più continuità a livello alto da trovare nei Challenger. La cosa fondamentale sarebbe fare un risultato importante a livello Challenger che mi permetterebbe di avvicinarmi alle qualificazioni di uno Slam. Sto parlando di una finale o di una vittoria in un Challenger 50 o 75, per il resto anche quest’anno ho dimostrato di poter vincere partite di buon livello, manca solo un po’ di continuità».
Lei si allena alla Galimberti Academy si può dire che sia un team privato ma anche una famiglia, visto che lì ha grandi amici?
«Considero la Galimberti Academy una grande famiglia perché ho tanti amici, molti li conoscevo già, altri li ho conosciuti, e le amicizie non si limitano solo ai giocatori, ma si estendono anche gli allenatori e ai preparatori e questo rende più facile a tutti lavorare verso nuovi obiettivi”.
Qualche mese fa di lei si parlava come di un prossimo maestro, ma visto come sta andando la carriera pensa di provarci sempre ad alto livello?
«A inizio anno per la verità ero un po’ incerto, ancora non avevo ripreso l’attività full time ed avendo già la qualifica da maestro c’era la possibilità che seguissi questa strada, però poi sono tornato in campo, mi sono sentito bene, ho espresso subito un buon tennis, qualche buon risultato è arrivato, sono dentro i primi 350 del mondo in singolare, sono 178 in doppio, al mio best ranking, potrei pensare anche a una carriera da doppista. Prima però voglio togliermi lo sfizio di giocare le qualificazioni in un Grande Slam, è il mio obiettivo da sempre, è il mio sogno da quando le ho giocate da Under 18».
Tra poco inizia la A1 col Ct Massa da campione in carica. Come affronta la nuova avventura?
«Tra poco si riparte l’anno scorso abbiamo vinto lo scudetto, sempre con un gruppo di amici e questo fa la differenza un po’ in tutte le cose, sia per l’Academy, sia per il Ct Massa. Proveremo a difendere il titolo anche se sarà difficile perché è stata una stagione lunga per tutti e non so come arriveremo a questo appuntamento. Magari potremmo essere un po’ più stanchi ma come sempre faremo del nostro meglio».