Flora Perfetti, lei è stata n.54 del mondo, ha raggiunto il 3° turno agli Australian Open, al Roland Garros e agli Us Open, ha vestito più volte la maglia della nazionale, come vede ora il tennis femminile mondiale di vertice rispetto a quando lei era protagonista?
Flora Perfetti: “Preferivo il tennis dei tempi in cui giocavo io”
«Il tennis attuale, rispetto a quando giocavo io, è cambiato parecchio, ormai è un gioco di potenza, i giocatori sono tutti molto preparati dal punto di vista fisico, il livello si è alzato tantissimo, soprattutto nel settore maschile. Vedo questa potenza, giocano tutti con una grande aggressività. Rispetto ad allora c’è meno tattica e più forza. Onestamente preferivo il tennis di quando giocavo io, era meno fisico».
Contenta dei risultati ottenuti, o nutre qualche rimpianto?
«Nessun rimpianto, sono contenta di quello che ho fatto, perché ho reputato giusto fare le scelte che ho fatto in quel momento, c’è stato un periodo in cui tutti mi dicevano di uscire da Faenza, andare all’estero, in America per fare il salto di qualità. Io invece sono rimasta sempre a Faenza e non rimpiango niente, mi sentivo di fare così, ho avuto persone vicine che mi hanno dato una mano sia dal punto di vista fisico che tecnico, mi ha allenato Enrico Casadei, ho avuto preparatori atletici molto bravi, non rimpiango niente».
Non le sembra che giocatrici del suo valore, oppure di altre ex campionesse come Raffaella Reggi e Sandra Cecchini, potrebbero essere utili per il potenziamento del settore femminile azzurro?
«Assolutamente sì, Alberta Brianti, una ragazza che giocava con me, è ora responsabile del settore femminile Under 20, io penso che una come me, o Raffaella Reggi e Sandra Cecchini potremmo dare una mano al potenziamento del settore tecnico femminile, aiutare le ragazze a competere».
Lei ora è maestra al Tc Faenza, lavora in un gruppo consolidato, cosa le piacerebbe fare in futuro?
«Quello che dicevo prima, mi piacerebbe tantissimo seguire delle ragazzine giovani che vogliono provare a fare le tenniste, io ho giocato una vita, credo che qualcosina potrei insegnare o dare».
Ha due figli che giocano nel circuito Itf, con alcuni punti Atp incassati, si tratta di Noah Perfetti e Lorenzo Beraldo, ci può descrivere le loro caratteristiche e potenzialità?
«Ho due figli che giocano, li ho avuti con due ex giocatori, uno con il marocchino Brahim Elbertaai, l’altro con Fabio Beraldo. Tutti e due giocano, tutti e due stanno provando di fare un po’ di punti per salire la classifica e mi rendo contro che è veramente dura perché il livello si è alzato e quindi sono tutti molto preparati, si scannano sin dal primo turno, si va in campo come fosse una finale ogni volta, quindi è certamente dura. Noah ha 25 anni è un giocatore un po’ anomalo, a differenza di Lorenzo che va a cercare il punto, gli piace essere aggressivo, è un attaccante da fondo, si gira tantissimo con il dritto. Noah invece è un contrattaccante da fondo, a volte riesce ad incasinare l’avversario, è un tattico, Lorenzo è un po’ più potente».
Solo dieci anni fa avrebbe mai pensato che il tennis azzurro sarebbe arrivato a questi livelli?
«Onestamente no, non avrei mai pensato che il tennis italiano avrebbe raggiunto questi risultati, con Sinner, ma anche con i tanti che ci sono nei primi cento, la Federazione Italiana sta lavorando bene, l’esempio è Sinner, e per me l’esempio è tutto perché lui traina tutti gli altri».
Da faentina doc, vede giocatori o giocatrici romagnole che possono compiere il grande salto?
«Seguo un ragazzino del 2011 che vedo tra pochissimi anni, a 21 anni, nei primi 100 del mondo, a tennis gioca benissimo, deve crescere mentalmente, ma già lo sta facendo. Si tratta di Diego Tarlazzi che secondo me a 21 anni sarà nei primi 100, mi sono un po’ sbilanciata, ma ha grosse potenzialità, è mancino, si allena al Tc Faenza, io punterei su di lui».
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