Fantini: «Emilia-Romagna espressione del boom»

Tennis

Gilberto Fantini, lei è il presidente del Comitato Regionale Fitp, dirige uno dei movimenti sportivi più floridi e in crescita nel panorama nazionale, che effetto le fa guidare il boom?

«E’ una grande soddisfazione, in questo momento la regione Emilia Romagna ha i risultati complessivi migliori in tutta Italia come numero di tesserati, movimento, attività e soprattutto in campo giovanile, questo è il vero significato del boom del tennis, avere risultati in campo giovanile».

Ci può dare qualche numero della crescita del tennis nella nostra regione?

«I tesserati in Emilia Romagna dal 2021 sono passati da 42.000 a 109.000, solamente gli Under 16 sono passati da 12.000 a 23.000, il raddoppio degli Under 16 è il dato più significativo».

Lei è riminese, quanto pesa la Romagna in questa fase?

«Come nel resto della regione c’è stata una crescita esponenziale e consistente. Se guardiamo al movimento romagnolo, le nostre tre province sulle nove complessive sviluppano da sole il 50 per cento dell’attività complessiva. Per numero di iscritti, dai veterani agli Under e la partecipazione ai campionati a squadre, facciamo il 46 per cento dell’attività, le province romagnole fanno la metà del movimento agonistico. La Provincia di Rimini nel rapporto tra popolazione e numeri di attività è una delle prime tre d’Italia almeno da cinque anni, a Bologna si fa un terzo della nostra attività malgrado sia una provincia tre volte più grande».

Dove sta andando il movimento della racchetta?

«Verso un futuro importante. A Bologna durante le finali di Coppa Davis organizziamo il primo campionato italiano dello sport con la racchetta, oltre a tennis, beach tennis, padel e pickleball ci saranno anche tennistavolo, badmington e squash».

Con la possibile costruzione del “Cupolone” centrale alla Fiera di Rimini, è possibile nel futuro sperare in un appuntamento di grande rilievo?

«Credo che avere una struttura che possa ospitare un numero di spettatori alto come presuppone il nuovo cupolone alla Fiera apra a possibilità assolutamente importanti in termini di prospettiva».

La Romagna ora ospita tre Challenger, senza contare la vicina San Marino, si va verso un 2027 con uno o forse anche due Challenger in più, cosa ne pensa?

«Noi siamo la regione che organizza più tornei internazionali, quest’anno ne abbiamo 18 tra Challenger, Itf, Tennis Europe, in 18 location diverse, se avessimo altre date saremmo pronti, abbiamo circoli pronti, abbiamo una capacità organizzativa unica in Italia. In questi giorni a Parma si stanno svolgendo i campionati Europei Under 16 su 24 campi contemporaneamente, con i romagnoli Daniele Longo e Riccardo Pretolani. Nel 2026 a livello giovanile abbiamo vinto sette titoli individuali a livello nazionale con Sena, Benvenuti, Dellarosa, Gentile, Sartori, Arginelli e Tarlazzi, tra singolare e doppio e tre scudetti a squadre con Ct Massa nell’Under 16, Meridiana nell’Under 14 femminile e Sassuolo nell’Under 12 maschile in finale sul Tc Riccione, oltre a due titoli italiani di padel, uno con Vittoria Conti, l’altro con Tommaso Sarti».

Cosa vorrebbe per il tennis del domani?

«Vorrei che si continuasse il trend di crescita e che sempre più circoli riuscissero a consolidare la propria scuola tennis, il futuro è nelle scuole, quest’anno abbiamo investito 20 milioni di euro per il progetto Racchette in Classe, solo l’anno scorso abbiamo avuto 800.000 bambini, quest’anno molti di più».

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