Caniato bronzo ai Giochi del Mediterraneo: “La Romagna è diventata casa mia”

Tennis

Carlo Alberto Caniato, lei ha appena vinto la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo, una bella soddisfazione in una stagione contrassegnata da alti e bassi, come è andata a Taranto?

«E’ vero, finora ho avuto una stagione con alti e bassi, però sono molto contento di come è andata questa esperienza nei Giochi del Mediterraneo a Taranto, è arrivata una bella medaglia, anche se fa male non aver preso quella d’oro. Ma è un bilancio soddisfacente, sono contento, ho sempre lottato dall’inizio alla fine con tutto quello che avevo dentro».

Parliamo della sua stagione, cosa ha funzionato e cosa no?

«Come ho detto è stata una stagione altalenante, ma è il primo anno nel quale ho sempre affrontato giocatori di alto livello, sono stati match e confronti che mi hanno fatto imparare, c’è stato tanto lavoro per arrivare pronti a giocare match di spessore, diciamo che dalle sconfitte si impara e si cresce. Anche a Taranto sono riuscito ad esprimere un tennis di un certo livello, penso che alla lunga i sacrifici che si fanno ripagano sempre, bisogna avere pazienza e non avere fretta».

Dove e come si sente di dover migliorare?

«Devo fare passi avanti un po’ in tutti gli aspetti, ad esempio dalla tre quarti in avanti nel gioco al volo, ma anche a livello mentale, spero che le ultime vittorie mi possano dare fiducia, nel complesso bisogna essere fiduciosi nel lavoro quotidiano che si sta facendo».

Avere un gioco brillante come il suo rappresenta un vantaggio dal punto di vista tecnico, ma nel tennis tutto potenza e percentuale di oggi può rappresentare anche un handicap?

«Io ho un gioco che comporta maggiori rischi, questo è certo, ma tecnicamente sono nato così, i giocatori non si possono stravolgere, stiamo lavorando tanto per essere più solidi per poi sfruttare le mie caratteristiche offensive, ad esempio per avere un’accelerazione all’interno dello scambio e mettere in difficoltà l’avversario, sono convinto di avere determinate caratteristiche, il gioco non si può stravolgere e poi si deve migliorare in tanti aspetti».

Lei è nato a Verona, la sua famiglia è di Ferrara, ma gioca la serie A1 con il Ct Zavaglia di Ravenna e vive da alcuni anni a Forlì, quanto pesa la Romagna nella sua vita?

«Ormai sono sei anni che vivo a Forlì, gioco da tanti anni per il Circolo Tennis Zavaglia di Ravenna, mi alleno all’Accademia del Villa Carpena, la Romagna ormai è casa mia, mi piace tanto vivere qui e mi sono sempre sentito a casa dal primo giorno, penso che sia uno dei posti più belli dove poter vivere».

Che programmi ha per il resto della stagione?

«Dopo i Giochi del Mediterraneo, che si sono giocati sul veloce, tornerò a giocare sulla terra, la prossima settimana farò un torneo Itf da 30.000 dollari in Marocco, poi mi tufferò nei Challenger Atp italiani, ben sei di fila, sono comodi, poi si vedrà se verso la fine dell’anno sarà il caso di tornare sul cemento per poi iniziare la stagione 2027 sul veloce».

E per il 2027 qual è l’obiettivo?

«L’obiettivo è quello di costruire una classifica per poter fare le qualificazioni nei tornei del Grande Slam, speravo già per i prossimi Australian Open e comunque punto dritto verso questo obiettivo molto importante».

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