Andrea Gaudenzi, lei è stato un grande giocatore, ed ora si trova a guidare il circuito professionistico come presidente dell’Atp in un momento straordinario per il tennis azzurro. Il suo è un ruolo chiaramente super partes, ma possiamo chiederle che effetto le fa?
Andrea Gaudenzi: «Per il tennis italiano è un grande momento e ne vado fiero»
«Ho un ruolo super partes, è vero, ma mi fa comunque molto piacere vedere il tennis italiano a questo livelli, e poi questo movimento straordinario genera interesse nei confronti del circuito Atp, a cominciare dalle Nitto Atp Finals che si terranno fino al 2027 a Torino. Vedere Sinner vincere a Wimbledon giova all’evento, per il quale è già qualificato. E’ un gran momento per il tennis italiano e di questo, da italiano, ne sono particolarmente fiero».
Lei è sempre stato orgoglioso delle sue radici romagnole, anche se vive quasi sempre all’estero. Oggi, 30 luglio, è il suo compleanno, tornerà a Ravenna per festeggiarlo?
«Sono molto legato a Ravenna ed orgoglioso delle mie radici romagnole, è la terra in cui sono nato, lì ho gli amici più stretti e ci ho passato qualche giorno di vacanza anche poco tempo, quest’anno tornerò ancora tra fine luglio e i primi di agosto, vorrei fare una festa in Romagna per il mio compleanno con gli amici più cari».
Estate vuol dire tradizionalmente per lei e la sua famiglia qualche giorno in più a Ravenna, sarà così anche quest’anno?
«Adesso i ragazzi sono cresciuti, ormai hanno i loro impegni, uno fa l’università, sono diventati grandi ed alcune volte non possono o non vogliono seguirci. Qualche mese fa è mancata mia mamma, per me Ravenna rimane un riferimento, sicuramente come ho detto ci tornerò per rabbracciare i familiari e gli amici di sempre».
Come presidente dell’Atp è abituato a girare il mondo, le è mai capitato di desiderare un bel piatto di cappelletti ed una bella piadina ben farcita?
«Ogni volta che vengo a casa li mangio, oppure quando vengono a trovarmi i miei amici mi faccio mandare da Ravenna cinque chili di cappelletti ed una trentina di piadine. Ho trasmesso questa passione anche ai miei figli che fanno fuori cappelletti in quantità industriale. Però evito di mangiare piadina e cappelletti quando sono fuori dalla Romagna, al limite me li faccio spedire anche se il trasporto di questi prodotti non è mai facile».
Il tennis in Italia è esploso, grazie ai successi dei suoi campioni, accadde la stessa cosa 50 anni fa con Panatta e Barazzutti, come fare questa volta per non disperdere tutto questo successo?
«Non è facile, se si guarda a paesi come gli Stati Uniti e la Svezia che hanno avuto grandi campioni ed ora si sono un po’ persi, sicuramente è una vicenda abbastanza ciclica, ci sono dei cicli che vanno su e giù. L’unica nazione molto stabile è la Spagna che è sempre rimasta all’apice. Per il movimento italiano si tratta ora di lavorare bene con i giovani ed approfittare dell’effetto Sinner. Lavorare con i giovani vuol dire allargare la base, la Federazione ha fatto un ottimo lavoro, Sinner è un campione, non è facile riprodurlo, ma lavorare sulla base vuol dire riuscire a portare otto-dieci giocatori di ottimo livello, da lì possono spuntare giocatori del valore di Cobolli e Musetti, più difficile puntare ad ottenere i campionissimi come Djokovic e Federer, loro sono il frutto di combinazioni del tutto impossibili da prevedere».
Lei è particolarmente legato alla sua terra, è possibile che nel futuro torni a Ravenna stabilmente, magari guidando un suo Club o Academy?
«Non è escluso che torni a Ravenna, onestamente nel mio futuro non vedo né la guida di circolo né un’academy, non è una cosa che mi piacerebbe fare. Penso che farò altro, non mi vedo in un campo da tennis ad insegnare».
Ultima cosa, a livello di organizzazione di Challenger la Romagna è già all’avanguardia, secondo lei è possibile salire ancora?
«C’è tanta domanda di Challenger Atp e noi dobbiamo stare attenti a garantire una distribuzione equa a livello geografico. L’Italia è il paese che ha più Challenger in assoluto, ma noi dobbiamo dare opportunità a tutti, quattro Challenger Atp in Romagna è un numero molto alto, quindi non credo ad un incremento come numero, ma piuttosto come qualità e livello».