Superbike, Bulega ha riscritto la storia

Moto

Suona ancora l’inno di Mameli a Phillip Island. In una sorta di consolidamento anche nelle due ruote di quel forte legame sociale con la terra australiana, Nicolò Bulega e Ducati Aruba completano la tripletta, bissando quella del 2025. Dopo aver regalato sabato alla Ducati la 450ª vittoria in Superbike, il riminese con i due trionfi domenicali raggiunge 23 successi, superando così il ravennate Melandri, in testa alla classifica dei piloti italiani più vincenti di sempre nella categoria. «Sono contento perché Phillip Island è una pista che mi piace tanto - commenta Bulega - e quando vinci diventa tutto ancora più bello. Sono orgoglioso di essere l’italiano con più vittorie in Superbike e cercherò di aggiungerne altre».

Un traguardo che lo consegna alla storia e che rafforza il suo ruolo di favorito in virtù di uno stato di forma e di una padronanza del mezzo “a tutto tondo” come testimoniato, dopo la vittoria in una Gara1 asciutta, dalle due di ieri: su terreno umido la Superpole race e su bagnato e con forte vento Gara2. Una Gara2 dominata, chiusa con 11”336 di vantaggio e mimando sul traguardo una surfata.

La Ducati ringrazia. Non da meno la cugina riminese Bimota, che in gara corta porta a podio Axel Bassani 2° e Alex Lowes 3°, con Bassani secondo pure in Gara2.

Dopo il successo nella Superpole Race, giunto grazie a una brillante rimonta in seguito a una partenza poco incisiva (4° al primo giro), Bulega ha poi dato il meglio di sé in Gara2. Sotto un’intensa pioggia e in condizioni insidiose, Nicolò si è dimostrato perfetto, con una guida pulita in costante progressione su Montella a lungo alle sue spalle, poi tradito da una scivolata alla 9, e su Bassani, consolidatosi in posizione podio dopo le cadute dei Lowes (Sam al 6° giro con frattura al polso sinistro, Alex al 19°). Terzo Bautista in forte recupero da metà gara. Tra i migliori, Mackenzie 4° e Locatelli, che, entrando in top 5, raddrizza una giornata ancora buia per il compagno di colori Stefano Manzi (14° e 13° nella gara corta) come da lui stesso espresso: «E’ stato un week-end complicato, non sono mai riuscito a trovare un buon ritmo».

La lotta fratricida in casa Bmw per la sesta posizione ha visto prevalere Petrucci su Oliveira.

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