Nicolò Bulega appare lanciato verso il titolo 2026 della Superbike con numeri da record. La Romagna dovrebbe così primeggiare anche fra le derivate di serie dopo un inseguimento lunghissimo.
Superbike, Bulega è pronto a volare in MotoGp ma prima scriverà un capitolo di storia
La storia siamo noi
Il primo romagnolo a brillare qui fu Davide Tardozzi, con la Bimota YB4, una scultura con un motore della casa giapponese dei tre diapason. Alla fine il ravennate fu battuto e il titolo andò allo statunitense Merkel con la Honda del Team Rumi. Poi c’è stata una lunga attesa finché proprio Tardozzi non portò Lorenzo Lanzi nel team ufficiale Ducati a fianco di Troy Bayliss. Il sampierano fece sognare ma qualche cosa non funzionò e Lorenzo mostrò solo a sprazzi il suo enorme talento. Altra attesa fino all’arrivo di Marco Melandri, prima con Yamaha, poi con Bmw e infine con Aprilia. Marco fu a lungo l’italiano più vincente della categoria, ma sfiorò il titolo in un paio di occasioni, senza centrarlo. Un altro romagnolo di belle speranze fu il cesenate Lorenzo Savadori, approdato in Aprilia a fianco di Eugene Laverty con sponsor Milwaukee. Due anni interessanti, con risultati regolari fra i primi, senza però un podio. Sava passò poi ad Aprilia Ioda insieme ad Alex De Angelis, ma il marchio di Noale si stava disimpegnando e l’unico podio fu del sammarinese. Altra grande speranza fu rappresentata da Michael Ruben Rinaldi; anche lui, come Lanzi, arrivato nel team ufficiale prima a fianco di Alvaro Bautista, che perse un titolo che pareva già vinto, poi con Scott Reading, ancora con Bautista che iniziò a fare il cannibale, sostituendo Jonathan Rea. Rinaldi vinse alcuni Gp in modo superbo, poi si spense piano piano, senza che fosse chiaro il motivo.
Bulega il titolo e la MotoGp
Adesso Bulega, che nel 2025 ha preso il posto di Ruben Rinaldi, sembra poter riuscire dove tutti gli altri hanno fallito. Ben 25 successi consecutivi sanno di dittatura. Razgatlioglu, nella sua stagione migliore ne aveva infilati 13 di fila, Bautista e Rea 11. Al confronto 25 è un numero che fa paura e sarebbe sbagliato imputare solo a una Yamaha che ha una moto vecchia, Bmw che ha cambiato i piloti, Honda che ha un progetto di basso profilo e Bimota-Kawasaki che hanno, invece, un progetto giovane. Ci sono tantissimi piloti con la Panigale V4. Fra questo un Iker Lecuona che ha brillato in MotoGp in Ungheria sostituendo Alex Marquez. Quando Nicolò andrà in MotoGp con Ducati Pertamina Vr46 (ormai non ci sono più dubbi) chi ne raccoglierà il testimone?
Sotto a chi tocca
Verrebbe da dire Stefano Manzi che ha un gran manico ed è stato campione del Mondo Supersport come Nicolò. Ma Manzingher ha una Yamaha che pare nel caos: l’obiettivo principale dei tre diapason è tornare vincente in MotoGp. Inoltre Manzi deve iniziare a battere l’ottimo Andrea Locatelli, pilota ufficiale Yamaha. Poi ci sono in rampa di lancio nella Supersport Alessandro Zaccone, che ha già vinto una gara, Matteo Ferrari, già salito sul podio, e Mattia Casadei. Federico Caricasulo sta soffrendo il confronto con il compagno di squadra Debise, anche se a Misano qualche miglioramento l’ha mostrato. I migliori fra questi 4 arriveranno in Sbk fra due anni: prima devono giocarsi il titolo in Supersport, altrimenti resteranno qui a lungo e assaggeranno solo la Sbk con mezzi poco competitivo.
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