Superbike: Bulega da Totocalcio, fa 13 in fila e scappa via

Moto

Non importa il formato della gara o le condizioni dell’asfalto: asciutto, bagnato o pioggia leggera. Nicolò Bulega vince ancora firmando un’altra tripletta perfetta. E sono 13 vittorie consecutive, eguagliando il record stabilito da Toprak Razgatlioglu del biennio 2024-25. Ieri ha imposto nuovamente la solita domenica marcata “Bulega’s Style. Stravinte gara corta e lunga, nella cornice olandese di Assen, ove i tulipani quest’anno, sembrano già votati a un anticipo di colorazione tendente all’iride.

E’ presto, ma sono già 69 i punti di vantaggio in campionato, dopo solo tre round proprio su Iker Lecuona chiamato alla corte Ducati per gestire il dopo Nicolò. Lo spagnolo ha fatto il suo egregio mestiere, con un 2° posto sia in Spole Race che in garadue.

«E stato un week-end incredibile, difficile per il meteo mai stabile - spiega Nicolò - ho migliorato molto dalla FP1 fino a garadue. E’ importante lasciare Assen in questo modo. Ero un po’ arrabbiato per l’anno scorso, troppa sfortuna. Ci tenevo a vincerle tutte».

Il romagnolo ha iniziato il suo dominio già nella Superpole Race, gestendo il ritmo con autorità: il suo giro in 1.32.144, stampato a inizio gara, è vicino ai riferimenti MotoGp sullo stesso tracciato. Anche nell’ultima gara non c’è stata vera battaglia: Lowes parte forte, Lecuona prova a sorprendere, ma bastano due giri a Bulega per rimettere le cose in ordine. Sorpassi puliti, contro avversari consapevoli che resistere significherebbe mettere in crisi inutilmente ciclistica e gomme. La gara si accende dietro dove Bautista, Alex Lowes, Montella e Vierge si infilano nei curvoni veloci, con lo spagnolo che poi riesce a distanziare il campano nelle fasi finali. Non da meno, la battaglia tra Oliveira, Bassani, Gardner e Stefano Manzi con quest’ultimo che a causa di un contemporaneo sorpasso dell’altro italiano su Gardner, perde per 0.003 la 14a piazza, ma si mostra fiducioso. «E’ stato il miglior giorno del fine settimana, perché già in mattinata mi sentivo molto meglio durante il warm up. Nella gara lunga ero curioso di sentire come stavo sulla moto col nuovo setting. Ho combattuto, posso fare di più, ma lavoro per questo».

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