Marco Bezzecchi e l’Aprilia guardano sempre tutti dall’alto, ma bisogna capire in fretta se quello di Barcellona è stato un inciampo o un segnale d’allarme. Il viserbese ha chiuso il 2025 e ha aperto il 2026 davanti. In Francia, una settimana fa, la vittoria gli è sfuggita, perchè l’avversario più tosto che ha in questo momento è il suo compagno Jorge Martin. Un podio tutto “made in Noale”, anche con Ai Ogura, ha fatto gongolare Massimo Rivola e tutto il team italiano.
Un solo gran premio però e l’atmosfera è cambiata. I primi tre di Barcellona, anche a causa dei tanti incidenti e delle penalizzazioni sono diventati tutti Ducati, con Aprilia al 4° posto proprio con il romagnolo. Marco torna a casa dalla Spagna con un vantaggio che sale sul più immediato degli inseguitori (proprio Martin che sembrava in grande forma ma che ha sbagliato tantissimo) e con tanti pensieri in testa.
Il punto conquistato nella Sprint Race e i 13 del Gp vero e proprio lo portano infatti a +15 sul compagno di squadra, ma ciò non basta a essere tranquilli. Marco è un perfezionista e siamo sicuri che avrà già iniziato domenica sera, prima dei test di ieri, a discutere con i suoi tecnici per capire cosa è successo in Spagna.
Per poter essere quasi soddisfatto, doveva essere 2° davanti a Pecco Bagnaia e a Fermin Aldeguer, invece è riuscito solo a limitare i danni seguendo per tutto il Gp la Ducati numero 63. Per essere davvero felice avrebbe dovuto battere anche Fabio Di Giannantonio, invece cosa è accaduto?
Dopo un buon venerdì, sia sabato che domenica è stato in difficoltà, incapace di attaccare e rimontare. Ha sbagliato in Q2 finendo subito a terra accomodandosi al 12° posto.
Questo forse ne ha condizionato le gare. La rimonta è stata solo parziale: 9° nella Sprint Race e 4°, traccheggiando, nel Gp. Se sommiamo questa prestazione al fatto che anche a Le Mans aveva detto di trovarsi in difficoltà, malgrado il 3° posto nella Sprint, miglior risultato stagionale e il secondo posto la domenica resistendo al ritorno di Ogura e cedendo la vittoria a Martin, il quadro si rabbuia.
Sia chiaro, se questo di Barcellona è il fine settimana peggiore del 2026 si può essere soddisfatti, se invece Marco sta perdendo l’intesa con la sua RSGP è stato un brutto segnale d’allarme, anche se è stata messa una toppa.
In pista era il quarto più veloce fra i quattro piloti di Noale, anche Raul Fernandez e Ai Ogura gli erano nettamente davanti. Altro dato che ha colpito è stato quello della tensione nel box dei “tutti neri”. Anche Massimo Rivola, quando Raul Fernandez ha tamponato Martin mandandolo a terra, è scattato in maniera scomposta, andando nel box dei cugini del Trackhouse, a lamentarsi con Davide Brivio, il direttore sportivo su cui aveva puntato lui e che a fine anno andrà in Honda.
Jorge Martin, dal canto suo, ha avuto un brutto comportamento rientrando nel proprio box: prima si è divincolato dall’abbraccio di un meccanico che voleva consolarlo, poi ha avuto una brutta reazione con Paolo Bonora, race manager di Aprilia, spingendolo addirittura via malamente e scagliandosi contro di lui.
Semplice tensione post gara, come ha spiegato lo spagnolo successivamente scusandosi per l’episodio, o frizioni che stanno esplodendo in un box minato dalle voci di mercato e dalle ambizioni di vittoria mondiale?
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