Paolo Simoncelli sta per festeggiare il primo pilota lanciato dal suo team che arriva in MotoGp, Senna Agius; si gode la battaglia fra i due “Marco”, Marquez con un braccio e mezzo e Bezzecchi; avverte la nuova proprietà del motomondiale di non ghettizzare Moto2 e Moto3.
MotoGp, Paolo Simoncelli: “Ghettizzare Moto2 e Moto3 è un grave errore di Liberty Media” VIDEO
Con la sua squadra, ha lanciato Senna Agius, prossimo ad approdare in MotoGp con Ktm Tech3, Luca Lunetta e, ora, un Casey O’Gorman che appare molto veloce: come individua il talento?
«Intanto sono loro che si fanno notare. Il nostro bacino di pesca sono il campionato spagnolo e la Rookies Cup, ma quest’ultima è terreno della Ktm che ti lascia le briciole e si prende quelli buoni. Il problema è che quelli che vanno forte non hanno i soldi. È sempre stato così e devi fare in modo di bilanciare il budget del team. Agius è nato con noi, è venuto dall’Australia, fin dalla prima volta che l’ho visto gli ho detto: “tu sei fatto per una moto grossa e in Moto3 farai fatica” ed in effetti è stato così, ma è stato con noi in Spagna due o tre anni. È la nostra prima stelletta, il primo dei nostri arrivato in MotoGp Avevo anche altri due pilotini di talento, Patacca e Bertelle (entrambi Matteo ndr), il primo con un infortunio in Germania si è un po’ perso ed ora fa un’altra categoria, anche il secondo ha avuto un cavolo di incidente».
In passato il suo team, la Academy VR46 e il Gresini Racing hanno portato piloti italiani al vertice, ora il vivaio appare un po’ “secco”: come mai?
«In questo momento credo che il campionato italiano sia stato un po’ rovinato. L’errore più grosso che hanno fatto è stato togliere le minimoto, come se fossero inutili, ed hanno messo dentro questa Ohvale che non serve, perché la guidano tutti, si gira nei circuiti grandi e stai sempre a gas aperto. La minimoto si faceva fino a 14 anni e ti insegna a stare a contatto di gomito in bagarre: hanno fatto le moto troppo comode e il livello dei piloti è sceso».
Questa MotoGp con la nuova proprietà Liberty Media sta puntando molto sulla classe regina, marginalizzando Moto2 e Moto3 è una scelta sbagliata?
«Loro, secondo me, non hanno mai vissuto da vicino questo sport. Hanno risollevato la Formula 1, ma quella era in un burrone ed hanno fatto benissimo. Invece noi andavamo bene come pacchetto e puntare solo sulla gara MotoGp di 40 minuti è poco. Dovrebbero fare in modo di aiutare tutti i team, perchè altrimenti non raggiungono gli spettatori della Formula 1. Vogliono fare dei recinti per separarci, come nelle discoteche di alta moda, ma le avevamo anche a Riccione e tante, poi, hanno chiuso».
Le altre categorie sono importanti anche perché ci regalano gli assi del futuro, come questo Maximo Quiles, pupillo di Marc Marquez?
«Lui è un altro bello tosto, di quelli che possono fare la differenza. Marc ha avuto occhio e disponibilità economica. Ci vogliono spalle coperte da un budget importante, anche per l’Academy VR46 è stato così. Riescono a farli allenare in ogni momento e li fanno crescere prima».
Qui, in gara, avremo un Bk8 Gresini Racing con le livree Honda San Carlo di suo figlio, come le sono sembrate?
«La moto non mi ha colpito eccessivamente, certo è bella, ma quando ho visto le tute dei piloti ho avuto un pugno allo stomaco, perché li ho visti scendere dalle scale, senza vedere le facce ed ho visto le due linee rosse sul fianco: erano proprio uguali e mi hanno colpito. Li ringrazio del pensiero. È stato un bel periodo per tutti, per Marco e per Fausto Gresini e purtroppo non ci sono più».
Il mondiale MotoGp ci sta regalando una battaglia fra due Marco, come la vede?
«È una battaglia fra un Marco e mezzo: uno intero, Bezzecchi, e uno “mezzo”, Marc. La gente non ha capito cosa ha fatto questo ragazzo: questo corre con un braccio e mezzo».
Però quando gli è stato chiesto qual è il Marc Marquez migliore, lui ha risposto “quello attuale”.
«Chiaramente avrà detto che è meglio quello di adesso con il fisico di quando aveva 20 anni, che scoperta... Ma se ti manca un braccio non è meglio».
Sarà sfida fino all’ultima gara?
«Aprilia in questo momento è migliore e Bezzecchi va fortissimo, mentre Marquez va forte in qualsiasi condizione. Secondo me se la giocheranno fino alla fine, a meno che non combinino “casini” Bezzecchi o Martin e può anche capitare».
C’è qualche giovane pilota italiano che sta osservando?
«In questo momento non sono al corrente. Mi hanno parlato di Pritelli, ma non l’ho ancora visto. Stiamo lavorando con O’Gorman, sei mesi fa non lo voleva nessuno, ma è veloce e arriverà».
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