I 184mila del Misano World Circuit “Marco Simoncelli” dicono che lo spettacolo della MotoGP piace ed è in crescita, senza cercare di renderlo un appuntamento elitario. L’incontro con Paolo Simoncelli porta a riflettere su aspetti del motomondiale che non sono, spesso, in primo piano. Fra questi il tentativo di Liberty Media di lanciare la categoria di Marc Marquez e soci facendone una sorta di Formula 1 bis, un grandissimo evento, che attrae persone ricche, grazie alla sua esclusività. Simoncelli lo ha detto chiaramente: «Creare delle barriere che dividono i paddock Moto2 e Moto3 da quelli della MotoGP, puntando solo sulla gara di 40’ dei piloti più forti del mondo, renderà lo spettacolo più misero».
I 184 mila di Misano sembrano dargli ragione, con la loro passione ed il sogno diventato realtà di entrare nel paddock. Paolo ha fatto l’esempio delle discoteche snob della riviera con selezione all’ingresso e ha sottolineato che tante hanno chiuso. Ha poi difeso la diversità delle gare fra i prototipi delle 4 ruote scoperte e quelli delle due: «Liberty media ha preso i primi che erano in un “burrone” e li ha rilanciati facendo uno splendido lavoro, ma quando ha preso la MotoGP questa era già un prodotto che funzionava».
Ora si è creato un percorso per cui la Moto3 serve ai giovanissimi e non ci si può più correre con più di 27 anni di età (provvedimento criticatissimo all’epoca da tanti fra cui Loris Reggiani), mentre la Moto2 è il gradino di passaggio alla MotoGP. Liberty Media vorrebbe fare una differenza di importanza anche fra i titoli mondiali e non contare più quelli di Moto2 e Moto3.
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