Marco Bezzecchi e Aprilia possono vincere il mondiale, Marc Marquez ha problemi a fare girare la sua Ducati con le gomme nuove, Enea Bastianini è velocissimo ma fatica in qualifica. Queste alcune delle battute di Marco Melandri all’Eicma Rider Fest al Misano World Circuit “Marco Simoncelli”.
Questo Bezzecchi e la sua Aprilia stanno incantando in questo avvio di mondiale. «Sono veramente contento per Marco, perché è un lavoratore ed è molto metodico. Con l’arrivo di Sterlacchini nuovo project leader in Aprilia (capo progettista del reparto corse, ndr) si è creata questa spinta mentale che forse prima mancava un po’ e stanno facendo tutti un grandissimo lavoro. Speriamo riesca a raddrizzare la gara Sprint che sembra essere un po’ il tallone d’Achille. Però credo che quest’anno ci saranno gare divertenti e grande possibilità di Aprilia di portare a casa il bersaglio grosso».
Si può sognare il titolo mondiale MotoGp 2026 con questo Bezzecchi? «Si può e si deve, perché comunque i sogni diventano obiettivi».
Finora chi va forte il sabato non riesce a ripetersi la domenica e viceversa, è solo un caso? «E’ vero e devo dire che nei fine settimana abbiamo avuto condizioni un po’ particolari. Credo che Le Mans sarà un’altra tappa difficile per le condizioni meteo. Però, appunto, bisogna un attimo capire perché alcuni piloti rendono molto bene nella Sprint e non la domenica e viceversa. Per Bezzecchi la tappa di Jerez sia stata solo una questione di sfortuna: il cambio moto e non è facile il rientro in pista con gomme nuove sul bagnato con dischi di carbonio freddi».
Certo che la sfortuna capita sempre al sabato, anche il tear off sotto le gomme al via? «Meglio perché i punti pensanti si fanno la domenica, ma sono sicuro che è solo questione di tempo per trovare la quadra anche il sabato».
Marc Marquez, invece, riesce a essere vincente solo il sabato, mentre la domenica “si lancia” sempre nei primi giri: la domenica sono arrivati i podi di Fabio Di Giannantonio e ora la vittoria anche di suo fratello Alex, ma lui fatica.
«La realtà è che fa fatica con gomme nuove perché ha questa sensazione di tanto grip dietro in inserimento di curva e difficoltà a fare girare la moto, quindi, deve usare tanto il freno anteriore e tanto angolo di piega. Questo è il motivo per cui cade sempre a inizio gara con le gomme nuove, quando gli pneumatici calano e scivolano lui si trova più a suo agio, rende così di più e rischia meno. Deve trovare la squadra. Non vedo il Marc Marquez dello scorso anno, parlo per come per come sta in sella, a suo agio o anche agile e sciolto come nel 2025. Potrebbe essere per ragioni fisiche o perché Aprilia ha alzato il livello».
Passando a Enea Bastianini, è arrivato il podio in una Sprint un po’ fortunoso, ma fa tanta fatica in qualifica. «Le prove sembrano essere davvero il suo punto debole, perché in gara riesce sempre a ottimizzare il risultato e riesce a rendere difficile la vita anche ad Acosta quindi vuol dire che è molto veloce. Speriamo che riesca a capire bene la Ktm a gomme nuove in qualifica e nei primi giri. In quel caso potrebbe essere molto pericoloso».
Lei è impegnato nel nuovo mestiere di dj, ma non disdegna di rimettere casco e tuta in queste occasioni. «La musica sta entrando sempre più negli eventi sportivi e mi sento sempre più a casa. Eicma Riding Fest è l’opportunità per tutti di vedere le moto nuove e provarle. In inverno vedi le novità e viene voglia di provarle, vieni qui e lo fai. Un’idea geniale, complimenti agli organizzatori e a Misano che ospita proposte del genere. L’importante è avvicinare la moto ai giovani e far sì che portino avanti questa tradizione».
Poi è l’occasione di incontrare tanti idoli del passato, come per lei è stato Kevin Schwantz. «Io stesso che ho fatto parte per tanti anni del circuito mondiale trovo altri miei colleghi che erano miei idoli da bambino e che mi hanno aiutato a crescere e ad aver sempre più voglia di andare in moto: è ancora adesso un’emozione incontrarli».
La Romagna sempre più terra dei motori? «La Romagna non sbaglia un colpo: se tanti piloti di questo territorio o da fuori regione vengono qua per allenarsi è perché qualcosa c’è e questi eventi lo confermano».
Oltre ai campioni storici della MotoGp e della Superbike ci sono due icone del motocross come Stefan Everts, vincitore di dieci titoli mondiali e Tony Cairoli che ne ha vinti nove. Che sensazioni si provano a girare in pista con loro? «E’ pazzesco essere in pista con tanti campioni di due mondi diversi come motocross e pista».
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