Moto, Bezzecchi e Bulega: così diversi tra loro ma anche così uguali

Moto

Domenica da sbornia di godimento per gli appassionati di motori della Romagna: Marco Bezzecchi torna a vincere in MotoGp dopo una lunga assenza, Nicolò Bulega, dopo lo stop di Cremona, torna a ingozzarsi di successi in Superbike battendo sia il record di successi in una singola stagione, sia i punti ottenuti in un singolo campionato.

I due piloti sono accomunati da alcuni particolari anche se sono diversi. Entrambi sono ex ragazzini cresciuti nella Academy VR46 e guidano per team factory o quasi. Bezzecchi è di Viserba, talmente legato alla sua terra e al mondo che lo abita da andare in crisi al solo pensiero di abitare a Rimini centro.

Bulega per la moto ha abbandonato da bambino l’Emilia per venire a costruire il suo sogno in Romagna.

Le differenze però sono parecchie: spontaneo e effervescente Marco, misurato e sarcastico Nicolò. Uno vuole mettere pepe in gara, facendo un po’ di “casino”, l’altro è un metronomo dell’ordine, preciso come una macchina che ripete sempre lo stesso movimento. Bezzecchi è fra i figli prediletti di Valentino Rossi, Bulega con qualche attrito in più con il proprio idolo fanciullesco e un divorzio, alle spalle, dalla Academy VR46, in cui è però tornato per la sfida MotoGP 2027 in sella alla Ducati.

Passione in famiglia

I veri padri naturali dei due, non parliamo di Valentino Rossi padrino sportivo, sono diversi e seguono con la stessa passione il motociclismo, che hanno iniettato nelle vene dei figli fin da bambini. Vito Bezzecchi è l’assistente in pista del figlio, sostegno silenzioso e presenza discreta e sicura, Davide Bulega è un ex pilota di buon livello nell’europeo 250 e anche nel mondiale, che segue il figlio a distanza e costanza, lasciandogli lo spazio di scelte autonome, dopo averlo accompagnato fino al titolo mondiale Junior.

Il viserbese non ha mai vinto un titolo mondiale, ma undici gare in MotoGp in quattro stagioni e per due volte è stato terzo assoluto nella classifica assoluta. Bulega ha finora due titoli mondiali nel palmares, uno in Supersport e l’altro in Superbike e un paio da vice campione, ma non ha vinto gare in Moto2, dove Bezzecchi è stato terzo assoluto alle spalle di Gardner e Raul Fernandez, e arriva in MotoGp con un giro lungo, anzi lunghissimo.

Nicolò si è confrontato di più con il dolore del fallimento e della delusione, forgiando il proprio spirito da lottatore che non è facile agli entusiasmi: sa come è stare in vetta, ma anche che è semplice e rovinosa la caduta. Anche Bezzecchi ha avuto momenti di grandi delusioni, l’ultima prima della pausa estiva di pochi mesi fa, ma con il suo spirito da folletto guascone li ha chiusi nel giro di pochi mesi, anche grazie alla forza dei team e dei tecnici che lo hanno supportato.

Quest’anno Marco si è giocato davvero il titolo dopo la sfida in Moto3 persa con Martin. La passione e la grinta che mette nella guida lo hanno tradito in troppe occasioni, ma ha vinto cinque gare e non ha mai mollato. Prima o poi, oltre a essere cuore, sarà anche cervello. Nicolò ha mostrato di avere entrambi, ma è atteso da una sfida tostissima il prossimo anno. Insieme a Enea Bastianini, i due andranno a costituire il tridente “riminese” nel mondiale e saranno un orgoglio per la Romagna. Il valore di questi ragazzi merita tanto tifo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui