Generazione di fenomeni: Bezzecchi nel club dei grandi d’Italia con Antonelli e Sinner

Moto

Marco Bezzecchi è entrato nel club dei grandissimi d’Italia e lo ha fatto per elezione dei... membri del club. Kimi Antonelli, Jannik Sinner e Bez sono diventati amici e si sostengono fra di loro. Sembra incredibile e non è un fenomeno che è avvenuto in passato, ma che è legato sicuramente ai social ed alle nuove possibilità di comunicazione e creazione di conoscenze e amicizie. Così persino i campionissimi di tre sport “egoisti” per eccellenza, come appunto Formula 1, tennis e MotoGP, hanno bisogno di sostenere e sostenersi nelle loro imprese. Un “egoismo” solo di facciata: il campione in queste tre discipline ha bisogno di una squadra affiatata e competitiva di professionisti che lo assistono, lo preparano e lo sostengono. Certo, quando entrano in campo ed in pista, sono tutti soli con i propri limiti e sfide. I rimandi fra i tre sono continui e, nell’imminenza della Pasqua, tre giorni fa, Antonelli da Bologna è sceso a Tavullia, poco oltre il confine romagnolo, per scoprire e vivere la magia del ranch con il padrone di casa, Valentino Rossi, e Marco Bezzecchi, oltre ai tanti assi della Academy Vr46 compresi Andrea Migno; Lorenzo Pritelli e Mattia Pasini, quest’ultimo impegnato qualche volta in test o gare alla guida di sport prototipi o Formula 3000. I “grandi” si cercano e si sostengono: forse perché possono capirsi e condividere grandezza delle sfide ed emozioni. Nel club meriterebbe di entrare anche Nicolo Jarod Bulega (presente anche lui al ranch) che vive fra Rimini e la Repubblica di San Marino da decenni, pur essendo reggiano. Un altro romagnolo fra i grandi, ma, per esserlo bisogna aver successo in uno sport di grande seguito. La Superbike non lo è abbastanza, non più.

Dorna l’acquistò per togliersi dai piedi un concorrente scomodo per la MotoGP ai tempi in cui vincevano Troy Bayliss, Noriyuki Haga, Max Biaggi e Marco Melandri, e ne ha fatto una sorta di Formula 2 o Wec della MotoGP. Godiamoci il “triello” di campioni e il fatto che uno di loro sia un romagnolo doc di Viserba. Sono ai vertici di tre grandissimi sport che, al netto delle parole di Gravina che hanno anche una qualche legittimità giuridica (basta ascoltarsi il post fatto nel proprio profilo instagram da un Marco Melandri, sempre molto attento, che parla dei pochi sport considerati professionistici dal nostro Stato) , sono ultra professionistici e ricchi, nel caso di Formula 1 e Tennis talmente ricchi da farsi concorrenza al calcio. Non ci resta che goderci la bella storia dell’amicizia fra questi giovani che stanno vivendo un sogno e, forse, si cercano proprio perché riescono a capire non solo la bellezza dei momenti di luce, ma anche la paura per quelli di buio: perché sono amatissimi finché restano sulla cresta dell’onda e non è facile essere amati da chi ti vuole super eroe, anche se non è proprio la difficoltà più brutta che ti può capitare nella vita...

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