Un’Olimpiade in casa. Una “fortuna” che capita a pochi, pure fra i Campionissimi. A questo sta pensando, probabilmente fin dal 24 giugno 2019 (giorno dell’assegnazione dei Giochi Invernali a Milano-Cortina), il 32enne barbianese Lorenzo Bilotti, romagnolo doc prossimo ormai alla terza partecipazione olimpica dopo Pyeongchang 2018 e Pechino 2022. Lui, che aveva iniziato con il calcio e che sembrava in grado di “sfondare” nell’atletica (3 titoli italiani a livello giovanile e un bronzo con la 4x100 agli Europei Juniores di Rieti nel 2013), la propria strada verso la gloria l’ha invece trovata sul ghiaccio: da frenatore di quell’Italia di bob a 4 che a Cortina cercherà di rinverdire i fasti di Eugenio Monti, il “Rosso volante” capace di vincere un oro, due argenti e un bronzo alle Olimpiadi tra il 1956 (Cortina d’Ampezzo) e il 1972 (Sapporo, ultimo podio della storia Azzurra).
Lontano da Cortina
L’ironia del destino è che oggi, alla cerimonia d’apertura “divisa” fra Milano e Cortina, Bilotti e i compagni bobbisti non potranno partecipare. La Federazione, infatti, da domenica 1 febbraio li ha radunati al Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti di Roma, dove resteranno fino al 16. La gara di Patrick Baumgartner, Eric Fantazzini, Robert Mircea e Lorenzo Bilotti sarà infatti una delle ultime alle Olimpiadi (sabato 21 e domenica 22 febbraio) e a Roma secondo i tecnici gli Azzurri potranno allenarsi nelle migliori condizioni possibili stando, al tempo stesso, lontani dalle pressioni olimpiche.
«A chi crede nei sogni, basta un gradino per raggiungere le stelle. Sarà per me la terza Olimpiade. Un onore, in Italia, davanti alle nostre famiglie .. Per raggiungere le stelle». Così, pochi giorni fa, Bilotti ha espresso stato d’animo e ambizioni sui propri profili social, prima di doversi sottoporre come l’intero circo bianco al “silenzio olimpico”. Il bello è che tutta questa pressione sembra più dell’ambiente che degli atleti stessi, non a caso il lughese poche settimane fa aveva dichiarato al Corriere Romagna in vista dell’impegno di Milano-Cortina che «senza dubbio l’attesa e la voglia stanno crescendo. Pressione? Direi di no, vogliamo davvero che arrivino quei giorni (sabato 21 e domenica 22 febbraio, ndr), vogliamo dare tutto davanti alle nostre famiglie e far vedere quanto siamo cresciuti».
La grande paura
Dopo il 27° posto in Corea del Sud e il 15° in Cina, l’Italia si presenta a Milano-Cortina con ambizioni da podio, anche se sarà difficile scalfire la supremazia dei tre equipaggi tedeschi. In Coppa del Mondo Bilotti e compagni hanno conquistato uno storico bronzo a Innsbruck, giungendo per ben tre volte al quarto posto e scivolando indietro nella generale (sesti alla fine) solo per la rovinosa dell’ultima tappa ad Altenberg. Quel giorno, causa un incredibile problema meccanico (tranciate le maniglie che permettono al pilota di guidare), il bob Azzurro si è addirittura ribaltato: Baumgartner e i tre frenatori sono così finiti con la testa sul ghiaccio, scivolando per una decina di secondi e tagliando il traguardo rovesciati. La paura è stata grande, perché uscire sani da un incidente del genere non era scontato, anzi: «Abbiamo preso una bella botta - disse al Corriere il giorno dopo la gara -, siamo un po’ provati e non ci voleva davvero. Sembra che fondamentalmente siano solo delle forti contusioni per tutti, quindi resettiamo e ricominciamo. Siamo competitivi e possiamo fare la nostra gara, non sarà questo contrattempo a farci perdere il filo del discorso». E chissà che il destino già allora non avesse in serbo il migliore dei lieti fine per Bilotti e l’Italia del bob a 4. Fra poco più di due settimane lo scopriremo.