Se ne è andato in silenzio nel giorno del suo 85° compleanno, ma il suo nome nel ciclismo nazionale e internazionale sarà sempre destinato a fare rumore: Giancarlo Ferretti, detto “Ferron” e per tutti nell’ambiente semplicemente il “Sergente di Ferro”. Un soprannome a sottolineare la durezza, il tono di voce, l’autorità e il comando, ma che non rende giustizia e non racconta completamente l’uomo. Perché l’uomo Ferretti è ovviamente sovrastato dalla grandezza del Direttore Sportivo sergente, tra i più vincenti della storia con 875 successi, un conteggio che difese sempre con orgoglio di fronte alle statistiche che gliene attribuivano “solo” 870. Ma il Ferretti Ds eclissa anche il ciclista, perché il lughese fu anche un buon professionista capace di arrivare 5° al Tour dell’Avenir e di costruirsi un’ottima carriera da gregario dal 1963 al 1970 con le maglie di Legnano, Sanson e Salvarani. Ma non riuscì mai ad alzare le braccia al cielo, mentre sull’ammiraglia poté festeggiare a colpi di clacson bitonale ben 875 volte e diventare il Sergente di Ferro, probabilmente il più iconico direttore sportivo della storia del ciclismo.
Nel giorno del suo 85° compleanno se n’è andato Giancarlo Ferretti, il “Sergente di Ferro”: da diesse vinse 875 gare