Neanche il tempo di finire un Giro che ne inizia un altro. Per la prima volta nella storia, il Giro Donne, oggi internazionalizzato in “Giro Women” si sovrapporrà alla corsa maschile nelle prime due tappe, prima di brillare di luce propria dalla prossima settimana. Un esperimento che anticipa quello che potrebbe essere il progetto futuro della corsa rosa femminile: essere disputata nello stesso finale di gara degli uomini, anticipando o seguendo la corsa maschile. La stessa cosa che succede per le grandi Classiche e che accenderebbe i riflettori su una disciplina in netta crescita.
La crescita si riflette anche sul Giro Women che quest’anno presenta un elenco iscritte di assoluto livello. Con tutto il rispetto per Elisa Longo Borghini, vincitrice delle ultime due edizioni della corsa rosa, i riflettori sono tutti per la star del ciclismo mondiale Demi Vollering.
L’olandese torna al Giro dopo cinque anni e al pari del collega Vingegaard, punta alla tripla corona dopo aver già vinto Tour de France e Vuelta a España. La rivale principale sarà la campionessa uscente Elisa Longo Borghini, ma occhio alla veterana Anna van der Breggen (quattro Giri in carriera), Marlen Reusser 2ª nel 2025, la scalatrice pura Sarah Gigante e alla giovane francese Marion Bunel.
Ma il Giro non sarà soltanto una sfida tra donne da classifica. A partire dalla tappa odierna, che assegnerà anche la prima maglia rosa, sono previste anche frazioni adatte alle velociste e anche in questo caso al via ci sarà la regina assoluta: Lorena Wiebes. L’olandese appare quasi imbattibile quando si arriva allo sprint, con la sola Elisa Balsamo che potrebbe impensierirla. Buona anche la presenza romagnola, con il ritorno della forlivese Carlotta Cipressi (Human Powered) e della sammarinese Valentina Venerucci (Aromitalia), oltre all’esordio assoluto nella corsa rosa della faentina Valentina Zanzi (Isolmant).