Se n’è andato martedì, all’età di 93 anni, Luciano Draghi. Con lui il ciclismo romagnolo e marchigiano perde una delle figure più autentiche e appassionate che abbiano raccontato il mondo delle due ruote negli ultimi quarant’anni.
Nato a Maciano di Pennabilli il 18 aprile 1933, Draghi entrò a far parte di Vga Telerimini nel 1983, diventando nel tempo uno dei volti più conosciuti e apprezzati dell’emittente. Alla passione per la televisione affiancò anche quella per la carta stampata, collaborando per circa un decennio con il quotidiano “La Voce”. Due anni più tardi diede vita a “Ultimo Kilometro”, trasmissione destinata a diventare un punto di riferimento per il ciclismo dilettantistico e giovanile del territorio. Nel 1987 fu invece la volta di “Correre Insieme”, programma dedicato al podismo che contribuì a raccontare un altro importante movimento sportivo locale. Ma ridurre Luciano Draghi a una semplice esperienza televisiva sarebbe ingiusto. Per intere generazioni di corridori è stato molto di più. Con la sua inseparabile telecamera e microfono ha percorso per decenni le strade dell’Emilia-Romagna e delle Marche, seguendo le gare dei Giovanissimi, degli Esordienti, degli Allievi, degli Juniores e dei Dilettanti con la stessa attenzione e lo stesso entusiasmo.
La sua forza era proprio questa: non limitarsi a raccontare il vincitore. Draghi sapeva cogliere il valore di una fuga, il coraggio di un attacco, il sacrificio di chi provava a rendere viva la corsa anche senza salire sul gradino più alto del podio. Ogni protagonista trovava spazio nei suoi servizi, perché per lui il ciclismo era prima di tutto passione, impegno e amore per questo sport. Nel corso della sua lunga attività ha documentato la crescita di tanti giovani corridori destinati a diventare campioni. Tra questi anche Marco Pantani e Gilberto Simoni, ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo. Attraverso le sue immagini è rimasta impressa una parte importante della storia del ciclismo del nostro territorio. Dalle piccole gare di paese fino alle più prestigiose classiche dilettantistiche, organizzatori, dirigenti, tecnici e corridori hanno spesso affidato alle sue riprese il compito di conservare la memoria delle proprie manifestazioni.
Un patrimonio enorme, costruito con discrezione, competenza e una straordinaria dedizione. Persona squisita e sempre disponibile, Luciano Draghi lascia un vuoto profondo in tutto il movimento sportivo romagnolo e marchigiano. Resta però la sua eredità più preziosa: migliaia di immagini, racconti e testimonianze che continueranno a vivere nella memoria collettiva di chi ama il ciclismo. Con l’addio a Luciano Draghi, se ne va l’ultimo rappresentante di una straordinaria triade di giornalisti che, per oltre 40 anni, ha raccontato con passione, competenza e amore autentico il ciclismo giovanile locale. Prima Medardo Bartolotti, storica firma del Corriere Romagna, poi Bruno Achilli, ora Luciano Draghi: tre firme, tre voci, tre presenze insostituibili per generazioni di giovani corridori.
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