Non solo un “campionissimo” del ciclismo, anche un ambasciatore della città e un benefattore. Ercole Baldini, “il Treno di Forlì” come da canzone dedicatagli dal conterraneo Secondo Casadei, asso romagnolo del ciclismo trionfò 70 anni fa alle Olimpiadi in Australia. Forse un po’ a sorpresa dato che gli organizzatori non trovarono l’inno di Mameli, cantato allora dagli entusiasti immigrati italiani. Per raccontare quella storica giornata e la vita del ciclista, domenica 22 marzo sul palco del teatro Testori andrà in scena l’evento spettacolo “Il treno di Forlì. Baldini 70 anni di leggenda”, organizzato dai Club Rotary Forlì e Tre Valli, con la collaborazione di varie associazioni tra cui Avis, del Comune e dell’Ausl Romagna. E proprio all’Azienda sanitaria verrà donato un furgone per la radiografia mobile acquistato con i proventi della serata che è a offerta libera.
Sul palco, ha spiegato la direttrice musicale e artistica dello show Ilaria Mazzotti, oltre al racconto del campione, della sua vita e dei suoi successi, attraverso gli aneddoti dello storico Gabriele Zelli, dell’ex ciclista e presidente di Apt Servizi Davide Cassani, dei familiari e di chi l’ha conosciuto, saliranno il Coro e l’Orchestra giovanile di Accademia Inarte. Così da tenere insieme “tre momenti”: la storia di un campione che ancora ispira; le nuove generazioni a cui raccontarla; il gesto concreto del Service di Rotary club. Baldini, sottolinea il vicesindaco Vincenzo Bongiorno, è “parte della storia e dell’identità forlivese”, non fosse altro perché è l’unico concittadino che ha fin qui conquistato una medaglia d’oro alle Olimpiadi”. È, prosegue, “uno straordinario ambasciatore della città, un motivo d’orgoglio, ma anche un grande uomo, generoso e disponibile, che ci insegna e aiuta a ricordare il principio di ‘aspera ad astra”. In un’epoca, precisa Bongiorno, in cui con qualche follower si aspira a un successo senza sacrifici, Baldini ricorda che “per ottenere risultati importanti non ci sono scorciatoie, occorrono tanta applicazione, sacrificio e impegno”.
L’evento di domenica 22 marzo, aggiunge, vede diversi soggetti “uniti per fare del bene. È lo stesso spirito della candidatura a Capitale italiana della cultura: unire forze e territori per essere più forti e autorevoli. Un metodo utile per i prossimi decenni”. Una preview delle celebrazioni per i 70 anni dalla medaglia d’oro alle Olimpiadi, c’è stata a gennaio in quel di Melbourne, in Australia, dove si è recata una delegazione forlivese che ha potuto ascoltare, commossa, le note de “Il Treno di Forlì”. E commosso è oggi il figlio Mino, ricordando “babbo” Ercole, “un uomo determinatissimo, poco presente all’inizio e poi molto”, e mamma Wanda, “molto abbiente e anche un po’ snob, la capofamiglia da cui papà si faceva dirigere contento”. L’amministrazione intanto annuncia l’istituzione del premio a lui intitolato sulla resistenza e tenacia nello sport, che verrà assegnato a fine anno durante la serata degli ambasciatori dello sport