Brutta avventura per Jolanda Sambi e suo padre Christian. Nella tarda mattina di Ferragosto, la giovane promessa del ciclismo ravennate si stava allenando sulle strade di Rocca San Casciano, insieme a suo padre, che spesso la segue durante i suoi allenamenti, quando i due che stavano arrivando da Portico, si sono trovati davanti un’automobile che, proveniente da Forlì, ha svoltato per entrare nel centro della cittadina.
Per evitare l’impatto con la vettura, Christian, a bordo di una moto, si è spostato verso il centro della carreggiata, finendo a terra mentre Jolanda non è riuscita a cambiare traiettoria e nella frenata è scivolata sotto la vettura in movimento schiacciata dalla gomma posteriore nella zona del collo. E se papà Christian se l’è cavata con qualche escoriazione, più serie sono state le conseguenze per la 16enne ravennate, al suo primo anno da Juniores, che sta affrontando nelle fila della sua nuova società, la Libertas Ceresetto. Jolanda ha riportato un distacco tendineo nella zona clavicolare e scapolare, oltre a diverse escoriazioni e a un forte trauma alla mandibola destra. Subito soccorsa dal personale del 118, Sambi è stata poi trasportata con l’elisoccorso all’ospedale Bufalini di Cesena dove sono stati effettuati tutti gli accertamenti necessari, compresa una Tac dell’apparato cranico e gli esami della colonna cervicale e dorsale, che hanno escluso altre lesioni. Per Jolanda 30 giorni di prognosi: la ciclista ravennate, due volta campionessa d’Italia su pista nel 2025 nell’Omnium e nella Madison e quest’anno terza ai campionati italiani su pista nella corsa a punti a San Francesco al Campo, nel torinese, dovrà saltare i prossimi impegni agonistici che aveva in programma con la sua società: la Tre giorni trevigiana, il Giro della Lunigiana e il Giro della Campania e probabilmente stagione finita. Jolanda ha riportato una frattura alla clavicola e un forte trauma alla mandibola destra.
L’episodio, che poteva avere conseguenze ben più drammatiche, alimenta il tema della sicurezza stradale e della necessità di proteggere con adeguate misure gli utenti deboli della strada.