Quando nel 2021 vinse la prima tappa del Giro d’Italia Under 23 a Riccione, conquistando anche la maglia rosa di leader, il futuro di Andrea Cantoni sembrava destinato al professionismo. Poi qualcosa si è inceppato, ma il venticinquenne cesenate è ancora in gruppo a lottare per inseguire il suo grandissimo obiettivo. E la stagione 2026 potrebbe essere quella della svolta.
Ciclismo, Cantoni non molla verso il sogno prof: “Continuo a correre ancora perché mi piace tanto”
Quella che è appena iniziata è l’ottava stagione tra i dilettanti. Perché correre ancora?
«È strano che, nel ciclismo attuale faccia più notizia un atleta di 25 anni che continua a correre rispetto a un ragazzo che smette dopo un anno di Under 23. Corro perché mi piace e corro perché sono convinto che ci siano tanti atleti nelle squadre Professional, quindi professionisti, che vanno meno forte di me. I miei valori continuano a crescere e non ho paura di dire che il mio obiettivo è ancora quello di avere un contratto tra i pro. Alcuni pensano che io stia perdendo tempo? Non mi interessa e rispondo che ho già preso una laurea triennale in scienze motorie e tra poco conseguirò anche la specialistica in nutrizione».
Quando passò tra gli Under 23 con il team #InEmiliaRomagna nel 2019, la categoria dilettantistica era diversissima da quella attuale?
«Era un altro ciclismo in cui era considerato normale passare almeno due-tre anni negli Under 23 prima di salire tra i prof. Adesso è tutto più veloce e soprattutto l’avvento delle squadre Development, squadre giovanili dei team World Tour ha rivoluzionato tutto. Sulla carta sono dilettanti, sono giovani, ma alle spalle hanno una struttura milionaria e competere con loro è veramente difficile».
Anche se ufficialmente è dilettante quest’anno quante gare disputerà con i colleghi professionisti?
«Quest’anno il calendario italiano professionistico è denso di appuntamenti e per un team Continental come la Mg.K Vis è un’opportunità per misurarsi direttamente con il professionismo. Come si è visto al Giro di Sardegna, vinto da Zana della Soudal, il divario tra le squadre è enorme ma per un corridore come me, è l’occasione ideale per misurarsi ad alti livelli e farsi notare. L’anno scorso ho concluso il Giro d’Abruzzo in 14ª posizione, non male per un corridore di un team Continental».
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