Per la prima volta una romagnola sarà al via del Tour de France Femmes. Oggi a Losanna la forlivese Carlotta Cipressi compirà un altro grandissimo passaggio della propria carriera professionistica, prendendo il via alla Grand Boucle femminile che, nonostante sia rinata soltanto quattro anni fa, è già indiscutibilmente la corsa a tappe più importante del calendario internazionale. D’altra parte la regia è la stessa del Tour maschile e il ciclismo femminile continua a crescere di anno in anno, per livello tecnico, seguito del pubblico e copertura mediatica. La Francia è letteralmente innamorata di Pauline Ferrand-Prévot, ex fuoriclasse della mountain bike, campionessa olimpica a Parigi 2024 e quindici volte iridata nelle diverse specialità, che lo scorso anno si è consacrata anche su strada vincendo il Tour a 33 anni. Saranno al via tutte le migliori atlete del mondo, con il duello per la maglia gialla che si preannuncia combattutissimo tra la campionessa uscente Ferrand-Prévot e Demi Vollering, vincitrice dell’edizione 2023. Tra le candidate alla classifica generale ci saranno anche Katarzyna Niewiadoma, Marlen Reusser e, perché no, la campionessa italiana Elisa Longo Borghini.
Carlotta Cipressi al Tour de France: «Sto realizzando il mio sogno»
Forlì c’è
E se un romagnolo manca dal Tour de France maschile dalla partecipazione del meldolese Matteo Montaguti nel 2014, sono ancora Forlì e dintorni a marcare il cartellino della prima presenza femminile con la ventitreenne Carlotta Cipressi. L’ex atleta della Forlivese correrà con la formazione statunitense Human Powered Health, che si presenta senza grandissime ambizioni di classifica generale, ma con una squadra corsara e diverse atlete in grado di cercare un risultato nelle singole giornate.
Per la romagnola la partecipazione al Tour rappresenta la realizzazione di un obiettivo coltivato fin dall’infanzia: «Essere qui è letteralmente il mio sogno. Fin da quando ero piccola il Tour de France è sempre stato il mio grande obiettivo. Ho iniziato ad andare in bicicletta proprio perché mi incantavo a guardare il Tour ogni estate davanti alla televisione e a tifare Franco Pellizotti con la maglia a pois. Il Tour è la corsa più importante del mondo nel ciclismo ed è uno degli eventi sportivi più seguiti in assoluto. Essere qui, oggi, è un vero onore e qualcosa che per anni ho soltanto immaginato».
La convocazione è arrivata al termine di una prima parte di stagione tutt’altro che lineare e semplice. Virus, influenze e altri malanni hanno costretto la forlivese a fermarsi diverse volte, a ripartire quasi da zero e a modificare più volte il proprio calendario. Ma alla fine, dopo aver rinunciato alla Vuelta, Cipressi è stata aggregata al gruppo delle velociste e al termine del percorso è arrivata la chiamata inaspettata per il Giro d’Italia.
È stata poi la volta del Tour de Suisse e del ritiro in Belgio tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, svolto proprio in preparazione della Grande Boucle. Due giorni dopo il rientro dal training camp è arrivata la chiamata definitiva per il Tour. «Ho pianto. Mi sono passati davanti agli occhi tutti questi anni fatti di sacrifici, lavoro, dedizione e soprattutto passione. Negli ultimi mesi mi è capitato tante volte di sognare questo Tour durante la notte. Adesso sono qui e voglio dare il massimo, godendomi ogni singolo momento. Sento di essere cresciuta e di continuare a crescere. Ogni volta che torno a casa da una trasferta porto con me esperienza e consapevolezza, elementi che mi aiutano a migliorare. Non sono una persona che si accontenta. Anzi, mi metto continuamente in discussione e cerco di analizzare ogni aspetto, sia da sola sia confrontandomi con il mio staff: allenatore, direttore sportivo, nutrizionista e mental coach».