Tonino Raggini: “Ho speso un milione di euro per amore della Sammaurese”

La Sammaurese in questo 2025 compie 90 anni e quasi la metà del suo percorso coincide con una persona: Tonino Raggini. Presidente dei giallorossi dal 1974 al 2014, Raggini è la Treccani del calcio in Romagna. Personaggio in eterno movimento, si gode gli 80 anni dell’anagrafe alzandosi alle 3 del mattino per andare ai mercati con la sua attività nel settore ortofrutticolo.
Tonino Raggini quando arrivò alla Sammaurese?
«Nel 1974 e sono rimasto alla presidenza sino al 2014, anche se nel 2008 avevo ceduto la società a Cristiano Protti».
Cosa ha lasciato in questi 40 anni?
«Qualcosa come un milione di euro. Quando l’ho detto a mia moglie, Eda Gridelli, grande appassionata di calcio, mi ha risposto: “Hai fatto bene perché ci siamo divertiti tutti”. È stata infatti un’esperienza bellissima; quando a San Mauro Pascoli incontro ex ragazzi che hanno giocato nella mia Sammaurese e mi salutano dicendo “ciao Presidente”... ecco ho detto tutto. Poi ho conosciuto persone importanti come Dino Manuzzi».
Il mitico presidente del Cesena?
«Di lui ricordo questo episodio avvenuto a Palermo in un hotel. La mattina mi alzo e nella porta della mia camera trovo la scritta “Commendatore Dino Manuzzi”. Chiedo il perché di questo al massaggiatore Agnoletti del Cesena e lui mi risponde: “Non ti preoccupare è solo che Manuzzi ha paura di essere rapito”...».
Cosa la porta alla Sammaurese?
«Mi coinvolge Giuseppe Baldinini dell’azienda calzaturiera Caravel, insieme a Quinto Casadei: due calzaturieri e il sottoscritto. Io venivo dal mondo contadino e da sempre sono stato appassionato di sport. Ci troviamo d’accordo e così in tre prendiamo in mano la squadra che nel 1974 giocava in 1a Categoria. Solo che dopo poco rimango da solo perché gli altri due lasciano».
Ma lei decide di andare avanti comunque.
«Mi danno una grande mano molti sammauresi: Renzo Casadei, che faceva il segretario, e c’era poi il custode del campo, Bertozzi, per tutti Roni, che faceva tutto. Poi c’erano tanti bambini di San Mauro che frequentavano le giovanili e una delle cose che mi riempie di orgoglio è non avere mai fatto pagare una quota a un giovane per vestire la maglia della Sammaurese».
Lei ha scoperto anche un grande allenatore come Walter Nicoletti...
«Me lo consigliò Dino Manuzzi. Nicoletti giocava nel Cesena ma aveva problemi con la vista e così lo girò a noi come portiere. Dopo una gara a Lugo persa male, era in auto con me, gli propongo di iscriverlo al corso per allenatori e gli offro la panchina. Accetta. All’inizio faceva il portiere-allenatore».
A San Mauro Pascoli sono passati parecchi bravi allenatori.
«Per citarne alcuni dico Bruno Maltoni di Predappio, a metà degli Anni ’70, poi i sammauresi Antonio Gridelli e Franco Michelini, il quale ogni domenica mi diceva che voleva dimettersi perché la squadra non andava. E ancora, Claudio Macciò, Mirko Malferrari, Mirko Fratta e Dante Maiani di San Marino: quest’ultimo è quello che caratterialmente ricordo meglio. Una menzione speciale la vorrei poi fare per Ferruccio Giovanardi, per la sua immensa competenza nel calcio».
Il migliore affare che ha fatto con un giocatore?
«Economicamente Cristian Protti. Giocava in Serie D a Urbino, fa un’amichevole a San Mauro e lo prendiamo su insistenza di Fratta. Su richiesta di Ivano Gavella, lo prestiamo al San Marino per un quadrangolare e purtroppo si rompe il legamento crociato. Il tecnico si sente in colpa per quanto accaduto e quando va al Faenza fa di tutto per sdebitarsi: così il Faenza lo acquista per 35 milioni di lire. I galantuomini del calcio sono questi».
In quegli anni sono celebri i derby contro la Savignanese.
«Erano partite bestiali. C’era quel sano campanilismo, l’essenza del calcio dilettantistico. Poi è vero che giocavamo contro Bellaria, Santarcangelo, Cesenatico, Cervia ma il derby vero era contro la Savignanese. Un’altra partita sentita era con la Sampierana: in una sfida contro i bianconeri valligiani il padre di un giocatore ruzzolò dalla tribuna e si ruppe persino il naso».
Da quanti anni non va al Macrelli a vedere la Sammaurese?
«Da tantissimo tempo. Il calcio di oggi non mi piace più. Ma le pare possibile che il Fratta Terme giochi contro la Spal?».
Se è per questo anche la Sammaurese ha giocato contro il Parma.
«E infatti l’anomalia sono squadre di A a questi livelli».
Cosa ne pensa degli 11 campionati della Sammaurese in Serie D?
«Mi pare un miracolo sportivo, merito a chi ci è riuscito».
La Sammaurese quest’anno festeggia 90 anni e per la prima volta non è più in mano ai sammauresi. Cosa ne pensa?
«Ci ha sempre caratterizzato l’attaccamento alla maglia. Mi auguro che l’attuale proprietà ne abbia rispetto».
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