Verso il nuovo Rimini: il gruppo Maggioli fa un passo indietro

Era il preferito dal Comune per la rinascita del nuovo Rimini. E invece il gruppo Maggioli-Carasso si è tirato indietro dopo che il contatto diretto c’era stato un paio di mesi fa. Un gruppo che sta facendo grandi cose nel Basket dopo averlo preso nel 2018 quando pareva finito dentro un tunnel senza uscita. Basti ricordare che in sette anni, la pallacanestro cittadina è passata dalla serie C alla A2 con una coppa Italia di categoria nel cassetto, una finale persa in campionato l’anno scorso contro Cantù e ora con una recente semifinale conquistata martedì sera a Pesaro. E la speranza del sindaco Jamil Sadegholvaad era quella di rivedere lo stesso cammino anche nel calcio con quelle persone che incarnano da sempre il senso d’appartenenza, principio cardine trasmesso a caratteri cubitali dal Comune all’indomani del fallimento del Rimini nel novembre scorso. Pertanto apparì subito evidente, come sottolineato su queste colonne a novembre, che il progetto Rbr fosse di totale gradimento al Comune. Poi sono arrivati gli altri gruppi, vedi la cordata di Orfeo Bianchi e dei fratelli Carnevali a bussare a Palazzo Garampi, con uno sguardo anche all’ex presidente Giorgio Grassi ma prima c’erano Maggioli e Carasso anche se la loro presenza a priori non escludeva quella degli altri.

Come sarebbe stato il progetto

Invece come un fulmine a ciel sereno bisogna registrare questa rinuncia anche se forse tanto inaspettata non è stata. Perchè quando ci sono tante persone che vogliono salire insieme sulla stessa barca, succede poi che qualcuno ci ripensi. Evidentemente questo matrimonio non doveva farsi, un matrimonio molto largo come sottolinea lo stesso Paolo Carasso: «Sarebbe stato un progetto più snello rispetto a Rinascita, fatto di step che prevedeva una ventina di soci circa con 50mila euro cadauno. Due mesi fa io e Maggioli abbiamo visto se si poteva fare qualcosa per il Rimini, ho parlato con diversi imprenditori locali e non, poi quando siamo arrivati al dunque ci siamo accorti che un progetto simile avrebbe messo a rischio Rinascita perchè nel calcio in questo caso l’impegno sarebbe stato molto forte e ci avrebbe distolto da altre iniziative che abbiamo in mente per il basket (una su tutte la presa in gestione del Flaminio, ndr). Ovviamente abbiamo comunicato la nostra decisione al sindaco».

A questo punto bisogna rivedere il piano A anche perchè il tempo scorre inevitabilmente e non si è più nella fase autunnale-invernale, dove anche un inciampo poteva essere ben digerito perché il traguardo era lontano. Giugno è dietro l’angolo anche se è bene precisare che quando il Rimini ripartì con Grassi in Eccellenza i primi passi furono mossi a Luglio e in 20 giorni fu costruita una squadra che poi vinse il campionato. Ma ciò che preoccupa non sono tanto l’Eccellenza e la serie D quanto trovare un gruppo che sia forte economicamente a tal punto da affrontare un giorno la serie C senza il timore poi di dire: «Basta così, non ce la facciamo più».

Altrimenti tra 4-5 anni il Rimini si troverà di nuovo in Eccellenza.

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