L’ultima bella notizia per il calcio riminese era datata 8 aprile 2025, quindi più di un anno fa, quando i biancorossi alzarono al Neri la Coppa Italia di Serie C. Poi una serie brutale di drammatiche notizie, fatte di operazioni di bassa lega, dirigenti improponibili, progetti imbarazzanti. Ieri si è tornati a compiacersi di essere sportivamente riminesi, la cordata che fino a qualche giorno fa era solo abbozzata è venuta allo scoperto presentando un programma ambizioso quanto reale, intrigante quanto solido. Vedendo i soggetti, un vero Ritorno al Futuro, perché alcuni già sono stati protagonisti della storia biancorossa.
Due considerazioni vengono da fare. La prima è la sensazione di vitalità, di energia, quella freschezza che finalmente si sprigiona parlando di calcio a Rimini dopo aver respirato aria mefitica e dopo aver narrato lo scontatissimo crollo di una montagna dalle basi di cartone.
Ieri abbiamo assaporato una qualità ed una positività alle quali, diciamo la verità, non eravamo più abituati, si è apprezzata la forza di un nuovo progetto che si basa su diversi players che, anche presi singolarmente, avrebbero la forza economica e progettuale di portare il Rimini in serie B. Ora mettono insieme le forze per tanti motivi, per capire meglio un mondo che per alcuni è una novità assoluta, per non fare il passo più lungo della gamba, per gettare le fondamenta più profonde possibili, ma anche per conoscersi. E qui sta la vera sfida, far convivere un gruppo accomunato finora solo dalla passione comune, ma inevitabilmente composito. Lo vedremo da domani mattina, quando si passerà dai sorrisi di una conferenza stampa al duro lavoro quotidiano.
L’altra considerazione che viene da fare è perché tutto ciò non sia stato possibile che accadesse solo qualche mese fa. Perché questa sinergia tra alcuni pezzi pregiati dell’imprenditoria riminese non sia entrata in azione solo un anno fa, ad esempio all’indomani della vittoria in Coppa Italia. Probabilmente non erano maturi i tempi.
Infine un auspicio, che questa ventata di aria nuova e profumata non si fermi sul calcio ma pervada tutto il movimento sportivo riminese. Servono anfitrioni, persone illuminate ed illuminanti per creare una nuova cultura sportiva tra i giovani e gli adulti, un gruppo di mecenati che abbia a mente non solo la stagione calcistica, ma anche il quadriennio olimpico. Per rinverdire lo straordinario bilancio dei riminesi ai Giochi Olimpici. Serve tutto, soldi, progetti, impianti, ma soprattutto uomini di talento.