Rimini sparito: che fine faranno la coppa Italia e la Supercoppa?

E’ già stata calpestata fin troppo la storia del Rimini negli ultimi tempi. Adesso però va salvaguardata a tutti i costi perché quando si è davanti ad una liquidazione volontaria o a un fallimento, insomma quando si entra in uno spazio dove non c’è più la società, le prime cose che rischiano di andare perse sono i trofei.

Supercoppa e coppa Italia dI C

E il pensiero va subito alle due coppe più importanti vinte dal Rimini nella sua ultracentenaria storia, almeno a livello di prima squadra. La Supercoppa di serie C alzata da Luca D’Angelo a Cremona contro la Cremonese 20 anni fa e la coppa Italia di serie C alzata da Colombi nell’aprile di quest’anno contro la Giana Erminio al Romeo Neri. Dietro ai trofei c’è la storia, fatta di sacrifici, lacrime e gioie.

Entrambe sono al momento custodite nella ex sede ma il locale è chiuso e a questo punto è lecito chiedersi che fine faranno. E non ci sono solo queste due coppe nella ex sede ma anche trofei del settore giovanile soprattutto quelli conquistati sotto l’era Cocif che comunque al pari della Supercoppa hanno una matricola diversa.

Il precedente della Supercoppa

Basti pensare alla storia della Supercoppa che dopo il passaggio dalla Cocif all’era di Biagio Amati sparì dai radar. Per 15 anni non è mai stata al suo posto, cioè in bacheca, tra la indifferenza più totale. Sì d’accordo era nell’azienda Cocif, quindi al sicuro, ma non era quello il suo habitat naturale perché ogni trofeo va custodito in società a prescindere da chi è la proprietà.

A quanto pare qualcuno degli ex dipendenti del Rimini si è già attivato per recuperare questi trofei prima che finiscano senza dimora e quindi pericolosamente in mani sbagliate. E’ stato contattato il Comune che si è già attivato in merito, così come il custode giudiziario Guido Bartalini perché tecnicamente le due coppe rischiano seriamente di finire all’asta. Una volta recuperati, i trofei saranno dati o al Comune pronto poi a consegnarli alla nuova società oppure tenuti momentaneamente in un luogo comunque al sicuro prima di portarli poi nella nuova bacheca. Però bisogna fare in fretta prima che prevalga l’indifferenza perché sapere tra qualche mese che nella bacheca del Rimini non ci sono più certi trofei importanti solo per incuranza sarebbe un altro oltraggio alla storia ultracentenaria biancorossa.

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