Dove eravamo rimasti. La traversata nel deserto del Rimini potrebbe presto trovare un approdo nella nuova terra promessa e tra i leader ci sarà anche Giorgio Grassi che fece questo cammino esattamente dieci anni fa. Si dovrebbe fare un discorso, in realtà, pieno di condizionali, perché il bando del Comune non è ancora partito e non è detto che la cordata di cui Grassi verosimilmente farà parte sarà poi quella vincitrice. Inoltre il ruolo che si prospetta per l’ex presidente è certamente diverso da quello stile “uomo solo al comando” di alcuni anni fa. Forse più quello di un primus inter pares di un primo Ministro. Ma al momento è meglio partire dalle certezze.
Rimini, riecco Giorgio Grassi: “È arrivato il momento di ripartire, la mia esperienza per il nuovo club”
Giorgio Grassi, che mesi sono stati gli ultimi per la sua idea di Rimini Calcio?
«E’ stata una traversata nel deserto in attesa di ritrovare le persone giuste ed alla fine credo che siamo arrivati al vero momento della ripartenza. A livello personale ringrazio tutti coloro che mi hanno manifestato appoggio, anche per la strada. La mia gestione è stata quasi di tipo monarchico, spesso si fanno cose per amore della città che ti portano a trascurare gli interessi personali, intorno a me avevo persone che mi sono molto vicine, mi chiesero di lasciar perdere, con il senno di poi penso che lo facevano per affetto, ma forse avevo anche superato i livelli di guardia. Da presidente mi trovai a gestire situazioni diventate antipatiche, non tutte le scelte fatte funzionarono a dovere, furono due anni di sofferenza in serie C, con l’umiliazione di una retrocessione a tavolino, una ferita che non si rimargina, ma fu una scelta politica».
Poi il lungo stop, quando è ripartito il feeling con il biancorosso?
«Il primo contatto fu con Lucio Paesani dopo l’ufficialità del fallimento del Rimini, poi è trascorso del tempo finchè sono venuto a sapere di un gruppo di persone che si stava impegnando, un gruppo di persone legate ad un’idea molto interessante, ci siamo visti a Rimini quattro volte, sono rimasto molto contento dell’approccio e del loro desiderio di fare qualcosa per il bene della città».
Si tratta in primis di Orfeo Bianchi, Giuliano Lanzetti e Massimiliano Alvisi, imprenditori che ufficialmente non si sono ancora presentati, ma di cui si parla da tempo e che stanno portando avanti il progetto tutto riminese. In pole position per far ripartire il Rimini su basi solide e credibili.
Quale sarà il ruolo di Grassi?
«Sono più che lieto di far parte di questa squadra, per quello che posso, per loro faccio un endorsement convinto, un vero apprezzamento, avendoli incontrati diverse volte ho piena fiducia in loro, mi piace la loro energia. E’ un gruppo che ha sposato la modalità Grassi nel fare calcio a Rimini, partendo dal poco da tanti, rilanciando il settore giovanile. In questo momento metto a disposizione il mio know how, la mia esperienza».
Si parla di Pietro Tamai come nuovo direttore sportivo, e di Aldo Righini, uscito dal Bellaria, come nuovo responsabile del settore giovanile, cosa ne pensa?
«No comment, so che ci sono trattative in corso».
Tornando al gruppo riminese, da cosa è stato convinto ad entrare nel progetto?
«Ho trovato nel gruppo dei draghi nel mondo della comunicazione e del marketing, dietro a questi strumenti ci sono concrete possibilità di incrementare le entrate, purtroppo i costi dell’Eccellenza e della serie D stanno aumentando, malgrado quello che possa pensare la gente. Queste tre persone mi danno molta fiducia».
Esclude il suo ritorno come presidente?
«Per quello che mi riguarda farò tutto quanto è nelle mie possibilità, fermandomi però sempre un attimo prima che ciò sia considerata un’intrusione».
Insomma traspare chiara la volontà di Giorgio Grassi di tornare ad essere un player del nuovo Rimini, come e con quale ruolo si vedrà, possibile che il nuovo presidente sia un uomo di fiducia degli azionisti, quindi non direttamente uno dei fondatori del nuovo Rimini.
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