Rimini, il grande freddo: l’assenza di Di Matteo e il no del sindaco a incontrarlo

L’assenza del gruppo Di Matteo nella tribuna centralissima in occasione della partita di sabato contro l’Ascoli ha fatto rumore. Si sarebbe sentito lo stesso se ci fossero stati 5mila spettatori, figuriamoci con appena 504 presenti.

Si aspetta la pec da Milano

Il motivo per il quale Nicola DiMatteo, prossimo a diventare proprietario del Rimini, il direttore sportivo Michele Ciccone e il resto dell’organigramma già definito (tra cui l’ex segretario generale del Chieti, Stefano Tocci) non fossero presenti è perché manca il via libera dal Tribunale di Milano. Il pagamento delle quote di Alfredo Rota è avvenuto ufficialmente venerdì ed essendoci il week-end di mezzo ecco che la tanto attesa pec da parte del Tribunale non poteva arrivare. Inoltre, non è sufficiente dissequestrare le quote per una cifra ai 217mila euro perché non si è davanti a un meccanismo automatico, ma serve l’ultimo sì del tribunale meneghino, o meglio il bonifico per liquidare tutti i professionisti, tra cui il legale rappresentante Antonio Buscemi. Probabilmente nella pec il Tribunale quantificherà le spese di custodia inerenti il sequestro conservativo, fatto sta che adesso è entrata in campo la burocrazia. Di Matteo aspetta che la pec dal Tribunale arrivi (domani, ma anche oggi potrebbe essere il giorno buono) e solo allora cominceranno ad assistere agli allenamenti e a frequentare la sede e a prendere conoscenza di tutto ciò che riguarda l’ambiente biancorosso.

Nel frattempo il gruppo che andrà a governare il Rimini Fc continua a lavorare da un albergo riminese, dove il direttore sportivo Ciccone sta già muovendosi per riuscire a tesserare presto (o al massimo a gennaio all’apertura del mercato di riparazione) un attaccante, o forse due, e un centrocampista. L’obiettivo sarebbero non calciatori per fare numero ma elementi di spessore.

Il sindaco prende tempo

Si è comunque già capito che non sarà facile per il gruppo Di Matteo scaldare i cuoi della gente di Rimini. I tifosi non hanno preso bene questo ulteriore avvicendamento nella stanza dei bottoni e poi c’è anche il “veto” del sindaco Jamil Sadegholvaad, che, quando la Building Company si insediò in società decise di incontrare Giusy Anna Scarcella e gli altri del suo gruppo, ma vista la deriva che ha preso poi la società e l’intera vicenda, ora si è volutamente messo da parte: «In questo momento sono fuori Italia. In ogni caso io non incontro nessuno finché non si sono chiariti diversi aspetti a oggi tutt’altro che chiari».

Parole nette del primo cittadino che quindi non ha in agenda un appuntamento con la potenziale nuova proprietà la quale adesso ha l’unico pensiero di ricevere la pec dal Tribunale di Milano per iniziare l’avventura.

E nel mezzo c’è sempre una squadra che in campo si impegna, lotta ma obiettivamene è fragile mentalmente e tecnicamente.

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