Nessun ritardo e cifre trasparenti. Il Comune di Rimini fa chiarezza sul futuro del calcio cittadino, respingendo le critiche e fissando la data chiave all’1 luglio, giorno in cui il Consiglio Federale darà di fatto il via alla stagione calcistica 2026-2027. Non solo, l’assessore Michele Lari, rispondendo a un’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia, Nicola Marcello, fa sapere anche che le cordate interessate al Rimini sono più di dieci.
L’assessore Lari e il nuovo Rimini: “Solo dopo il 1° luglio Figc e Comune possono comunicare”
I tempi per la ripartenza
«I tempi per la ripartenza non possiamo inventarceli noi, sono dettati dalla Figc - spiega Lari - in questo periodo ne stiamo sentendo di cotte e di crude, persino da persone del mestiere. Rispetto all’accusa di presunte azioni che questa Amministrazione avrebbe dovuto mettere in campo e non ha fatto, dico che non corrisponde al vero. Qualsiasi comunicazione inviata prima dell’1 luglio non avrebbe ricevuto dalla Federazione nessun riscontro. Perché l’1 luglio? Perché in quel giorno si terrà il Consiglio Federale sulle ammissioni ai campionati professionistici e sarà successivo al Consiglio del 22 giugno relativo alle candidature e alla nomina del nuovo presidente federale. Prima di questa data ogni comunicazione sarebbe priva di effetti concreti».
Specificato questo, l’assessore allo Sport spiega come si muoverà l’Amministrazione: «Dopo, o in prossimità di questa data, il Comune invierà formalmente alla Federazione la richiesta per poter usufruire delle procedure previste dall’articolo 2, comma 10, dell’Noif così come avvenuto nel 2016. Però va chiarita una cosa importante: la situazione del 2016, così come un’altra situazione che viene citata spesso e riferita alla Spal, sono profondamente diverse da quella che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo. In quei casi, infatti, il fallimento è avvenuto al termine della stagione sportiva e le società avevano concluso il campionato consolidando il diritto sportivo alla categoria. Successivamente, però, non sono riuscite a iscriversi per la mancata presentazione delle fideiussioni e delle garanzie richieste. Qui, invece, siamo di fronte a una situazione diversa, maturata nel corso della stagione ed è per questo che dobbiamo attenerci a tempi fissati dalla Federazione, che dovrà valutare prima di tutto le eventuali società iscritte alle categorie professionistiche e attivare successivamente un procedimento unico per le realtà che chiederanno di usufruire dell’articolo 52, comma 10. Noi sappiamo già qual è la situazione del Rimini, ma potrebbero esserci altri casi analoghi. Penso ad esempio alla situazione recente venuta fuori a Terni e proprio per questo esistono tempi federali precisi che devono essere rispettati».
Costi dello stadio
Lari approfitta dell’interrogazione di Marcello anche per sconfessare un altro luogo comune: «Anche sui costi dello stadio c’è stata una narrazione errata. Si è detto che sono insostenibili. I numeri, però, dicono tutt’altro. Per l’utilizzo annuale degli allenamenti della prima squadra, nella stagione 2024-2025, il costo totale è stato di 8.700 euro compresi d’Iva. Per le partite il costo è stato di circa 6mila euro. E quindi per la prima squadra non arriviamo a 15mila euro. Aggiungo che nessuna delle cordate con cui abbiamo avuto modo di interloquire e a cui abbiamo esposto queste cifre, è rimasta scandalizzata, come invece leggo in giro, anzi l’hanno ritenuta tutti bassa».
Dieci cordate interessate
e criteri ben precisi
In chiusura d’intervento, Lari conferma l’interessamento intorno al Rimini: «Abbiamo registrato un forte interesse intorno alla ripartenza del Rimini. Abbiamo incontrato cordate territoriali, straniere e anche cordate miste. Posso dire che sono stati oltre 10 i gruppi con cui noi abbiamo interloquito e dialogato in queste settimane. A tutti abbiamo ribadito con chiarezza quali saranno i criteri che saranno valutati: solidità, continuità, radicamento sul territorio e centralità del settore giovanile. L’obiettivo è avere un progetto serio, di medio lungo periodo che parta dai nostri ragazzi e che sappia radicarsi sul territorio. Non a caso abbiamo deciso come Amministrazione di approvare una variazione di bilancio che contiene anche un investimento sul centro sportivo della Gaiofana e questo si inserisce su una strategia più ampia sullo sport. Vedremo anche l’evoluzione riguardante lo stadio Neri, il cui termine per le richieste integrative è fissato al 3 giugno».
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