Il nuovo Rimini soddisfa Gadda: “La base di partenza è quella giusta”

Tre settimane di sudore, quattro amichevoli in cassaforte e un entusiasmo contagioso che sta trasformando il ritiro nel primo, vero carburante della stagione. Il nuovo Rimini targato Massimo Gadda muove i suoi primi passi tra conferme, esperimenti tattici e la consapevolezza che la strada verso la forma migliore sia ancora lunga, ma tracciata con le idee chiare. Il bilancio di questo primo scorcio di lavoro disegna il profilo di una squadra viva, affamata e già fortemente sintonizzata sulle frequenze del suo allenatore. «Sinceramente devo dire che sono molto contento di come il gruppo ha lavorato in queste prime settimane - analizza il tecnico biancorosso tirando la prima riga della stagione – Soprattutto sono contento dell’atteggiamento che fino adesso è stato eccellente: lavorano tutti con grande intensità, hanno dato a me e al mio staff la loro massima disponibilità e hanno trovato un buon amalgama tra loro. Anche dal campo sono arrivate risposte importanti, è chiaro che abbiamo ancora ampi margini di miglioramento e dobbiamo crescere tantissimo, ma la base di partenza è quella giusta. Ultimo, ma non meno importante, non abbiamo avuto problemi fisici rilevanti: nell’amichevole con il Lunano, Malavasi è uscito per una piccola contrattura mentre Carlini, che ha un fastidio muscolare, abbiamo deciso di non rischiarlo, ma se fosse stata una gara di campionato avrebbe giocato».

Gadda, poi, si sofferma sull’aspetto più positivo di questo primo blocco di lavoro e su quello dove occorre ancora lavorare. «Sicuramente dobbiamo migliorare nella fase offensiva. C’è da velocizzare la manovra, alzare la qualità e fare scelte più precise negli ultimi trenta metri. La fase difensiva, al contrario, mi lascia molto più tranquillo: elementi come Nava, Fabbri e Bellavista si stanno dimostrando estremamente affidabili».

Affidabili come il 4-3-3 da cui è partito in queste prime uscite che, però, lo ha visto anche cambiare d’abito: con il Lunano, ad esempio, Cicarevic ha giocato qualche passo indietro rispetto a Piazze e Carmona. «Ho la fortuna di avere giocatori che mi permettono di poter schierare la squadra con moduli diversi e queste partite servono proprio per trovare l’assetto migliore o a essere pronti a un cambio in corso d’opera».

A fare da cornice a questo cantiere aperto c’è poi la risposta del popolo biancorosso. Anche con il Lunano, in un mercoledì pomeriggio da deserto del Sahara, sulle tribune del Neri c’erano più di 500 persone. Un calore che ha colpito dritto al cuore il nuovo tecnico. «Conoscevo la piazza di Rimini da avversario e sapevo bene quanto fosse appassionata, ma quello che sto vivendo in prima persona mi ha sorpreso. La gente qui ha capito che della vecchia società e del fallimento non è rimasto più nessuno. I tifosi hanno riconosciuto la bontà del nuovo corso e noi abbiamo il dovere di alimentare questo entusiasmo ogni volta che scendiamo in campo, sia in allenamento sia in partita».

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