Pietro Tamai, è la miglior partenza del Rimini di sempre, sei vittorie su sei incontri, un solo gol subìto: è stupito un po’ anche lei, oppure se l’aspettava?
Il diesse Tamai sorpreso dal suo Rimini: “Una partenza più che buona”
«Non me l’aspettavo, speravo che facessimo bene, questo sì, ma la partenza è stata più che buona, ora dobbiamo dare seguito allo splendido avvio perché da qui alla fine è ancora molto lunga».
Vincere nello sport non è mai facile, anche se sei superiore, qual è il quid in più che caratterizza questa squadra?
«Non possiamo nasconderci, vincere è un obiettivo primario, una cosa normale per il Rimini. Il quid è che questa squadra, amalgamata come gruppo da poco, è già molto solida. Però sappiamo che nel calcio, sia in positivo che in negativo, le cose possono cambiare. C’è stato un gran lavoro dello staff e della società che è cresciuta molto velocemente, poi altri elementi positivi sono stati il gran pubblico allo stadio, la partecipazione collettiva, il lavoro che è riuscito a fare questa nuova compagine ha dell’incredibile, per la città, dopo otto mesi senza calcio, questo nuovo Rimini è stato provvidenziale».
Il campionato è ancora lungo e la coperta potrebbe essere un po’ corta strada facendo, cosa state pensando per ovviare a ciò?
«In questo momento stiamo aspettando di arrivare al mercato ufficiale, in realtà è sempre aperto perché un giocatore può sempre rescindere ed accasarsi, ma ora inserire un elemento giusto non ci pare il caso (a parte Bernardi, ndr), da qui all’apertura del mercato faremo le giuste considerazioni. Abbiamo costruito la rosa con tutti i doppi nei singoli ruoli, è una rosa giusta, ma non lunga, siamo a posto, sempre che non succeda niente».
Un anno fa era impegnato a “domare” una folla inferocita di genitori che si vedevano cancellare tutte le squadre, dodici mesi dopo cosa pensa di quell’incubo?
«Non è stato un incubo, ma un dispiacere, in quel mese di un anno fa sono riuscito, insieme a tante altre persone, a fare ripartire alcune squadre, però non è bastato, siamo stati costretti a liberare i più piccoli ed anche quello è stato un gran dispiacere. Ma non dipendeva da me, dopo un mese ho lasciato, non avevo un contratto, non potevo stare dentro un recinto di calcio senza contratto. Ripeto, ho provato un dispiacere enorme così come ora sono molto felice per la nuova società, tifosi e staff».
Secondo lei si è instaurato un percorso virtuoso nel Rimini che darà i suoi frutti anche e soprattutto nei prossimi anni?
«In 60 giorni abbiamo costruito tanto, se sarà anche un percorso virtuoso lo dirà la società, per ora vedo una crescita importante, ora serve unire più situazioni in modo che si avvicinino sempre più persone, serviranno le strutture, aspettiamo il Centro della Gaiofana per il settore giovanile che sta crescendo, il nuovo centro deve essere un sogno per tutti i ragazzi. Questo mix qui può essere vincente».
Per stare sull’attualità la Fcr Forlì ha cambiato allenatore e domani vi troverete in panchina Luigi Candeloro: cosa ne pensa?
«è un allenatore bravo, all’altezza, che conosce la categoria, quindi sarà difficile».
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