È nato il Rimini dei riminesi: dopo avere visto Di Salvo e Scarcella, è un buon modo per ripartire

Il Rimini ai riminesi. Uno slogan un po’ insidioso di questi tempi, ma calzante per annunciare il nuovo corso calcistico biancorosso. Gente di Rimini finalmente, fuori i mercanti dal tempio, basta con le finte cordate alla Del Piero buone solo per i “becconi”. Gente che parla riminese, magari anche in dialetto.

E ne avevamo bisogno dopo i sussurri della signora Di Salvo alla quale fu concesso con troppa faciloneria il teatro Galli il giorno della presentazione e scappata di notte un anno fa, oppure le conferenze arroganti della signora Scarcella alla quale, anche qui con troppa fretta, qualcuno aveva steso il tappeto rosso prima di prendere informazioni.

Sabato si è ripartiti da Gabriele e dal bagno 26, cuore pulsante della Rimini turistica che ha continuato a pulsare anche durante la conferenza stampa di presentazione tra partite di beach volley, spritz in quantità e bagnanti sotto la doccia. Roba semplice dopo il secondo fallimento in dieci anni, come dovrà essere semplice e rilassato l’animo di dirigenti, tecnici, giocatori e tifosi (presenti in gran numero ieri in spiaggia) in questa stagione di Eccellenza, una categoria che per dirla alla Orfeo Bianchi «speriamo di lasciarla il prima possibile».

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