“Prendiamo atto della risposta del Ministro Abodi, che ringraziamo per aver riconosciuto la fondatezza del nostro allarme sulla solidità e l’onorabilità delle proprietà nel calcio professionistico. Gli strumenti messi in campo nel corso del 2025 – dai memorandum con la Guardia di Finanza alla nuova Commissione indipendente di verifica – segnano un cambio di rotta necessario. Tuttavia, non possiamo dimenticare che queste iniziative arrivano tragicamente tardi per realtà come la Rimini Calcio. Quando una società storica fallisce, non sparisce solo un titolo sportivo; viene smantellato un patrimonio sociale che appartiene a tutto il territorio e, soprattutto, alle nuove generazioni”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Marco Croatti, a commento del sindacato ispettivo in Aula.
Croatti (5 Stelle) al Ministro Abodi: “Bene i nuovi controlli nel calcio, ma per il mio Rimini è troppo tardi”
“Il fallimento del club della mia città - continua Croatti - è la prova provata che il sistema di controllo vigente fino a ieri è stato inefficiente. Se il Rimini è stato azzerato, è perché le ‘sentinelle’ del sistema non hanno saputo intercettare in tempo situazioni di palese opacità. Ho ricordato al Ministro che il fallimento del club riminese ha significato l’azzeramento immediato dei settori giovanili. Centinaia di bambini e ragazzi hanno visto svanire da un giorno all’altro il proprio sogno e il proprio punto di riferimento sociale a causa di gestioni che si sono rivelate inadeguate. È inaccettabile che i giovani debbano pagare il prezzo di una vigilanza che in passato è stata inefficiente. In quel vuoto istituzionale, gli unici a vedere con chiarezza sono stati i tifosi: la loro denuncia dal basso e la loro opposizione a tentativi di acquisizione ambigui sono stati l’unico vero presidio di legalità. È a loro che dobbiamo dare risposte oggi, garantendo che i nuovi protocolli non restino sulla carta. Chiediamo che i nuovi criteri reputazionali per i proprietari siano ferrei e che la valutazione della solvibilità sia legata a progetti di lungo periodo, capaci di garantire continuità ai settori giovanili e non solo alle prime squadre. Inoltre, continueremo a raccogliere e segnalare ogni anomalia che ci verrà indicata dai territori e dalle tifoserie. La democrazia sportiva parte dal basso e il caso Rimini dimostra che cittadini informati e appassionati sono i migliori alleati della legalità. Il Governo ha tracciato una strada con i nuovi memorandum e il DDL 1626: ora dimostri, nei fatti, che il tempo delle zone franche nel calcio è definitivamente terminato”.