Il Rimini si presenta alla città. Questa mattina alle ore 11 al Bagno 26, la nuova società presieduta da Orfeo Bianchi, Max Alvisi, Giuliano Lanzetti, Marco Lombardi, Antonio Cocciolo e Roberto Benedettini toglierà definitivamente i veli con i seguenti punti all’ordine del giorno: l’organizzazione e il modello gestionale; il programma sportivo e organizzativo per la stagione 2026-2027; gli obiettivi e le iniziative dedicate al territorio, ai tifosi e agli sponsor.
Una presentazione aperta a tutti, media e tifosi. Un mese fa all’Hotel Savoia c’era stato un primo antipasto quando i soci fondatori (con un Giorgio Grassi in più e un Roberto Benedettini in meno) erano usciti allo scoperto. Ora che anche Palazzo Garampi ha promosso la cordata, quasi tutta composta da imprenditori riminese, si parte e lo si fa in fretta perché tra poco più di un mese inizierà il campionato d’Eccellenza (domenica 30 agosto).
Ieri viaggio a Roma
Intanto ieri mattina il Rimini (oggi si conoscerà anche la denominazione ufficiale) ha completato un altro step fondamentale. Una delegazione di soci si è recata a Roma, direzione uffici della Figc, per consegnare la documentazione relativa all’iscrizione. I termini scadono lunedì alle ore 14 ma come era prevedibile non si è voluto attendere l’ultimo momento onde evitare imprevisti e così si è deciso di giocare d’anticipo.
Il Rimini ha quindi provveduto all’iscrizione che ha richiesto un’ingente mole di lavoro, oltre ai 150mila euro obbligatori, e ora attende il nuovo numero di matricola e contemporaneamente il via libera della Federazione. Non appena possibile, ci saranno gli annunci ufficiali degli acquisti di quei giocatori con i quali è già stato raggiunto l’accordo, poi inizierà la preparazione vera e propria allo stadio Romeo Neri.
La speranza è che il nuovo Rimini cominci a correre già dalla prossima settimana, altrimenti saranno i primi giorni d’agosto a sancire l’inizio dei lavori. Un po’ in ritardo rispetto agli avversari ma pur sempre quattro settimane piene prima dell’inizio.
Obiettivo serie D
In attesa che si allarghi la base societaria (l’intento è quello di arrivare almeno a 10 soci), l’obiettivo sul campo è il ritorno immediato in Serie D (Rimini e Spal potrebbero essere in gironi diversi) che a sua volta dovrà essere di passaggio in attesa del ritorno tra i professionisti. Perché la Rimini del pallone merita la Serie C e soprattutto merita un progetto serio e duraturo.