Al Rimini mancano i grandi solisti ma la manovra invita all’ottimismo

Come in tutti i progetti sportivi partiti da poco tempo, anche la stagione del Rimini, giunta appena alla seconda giornata, merita una valutazione approfondita e serena e non certo giudizi trancianti. Siamo agli albori della stagione, è appena il 3 settembre e val quindi la pena mettere sul piatto gli aspetti positivi e negativi del match di sabato contro l’Entella. Per i giudizi inappellabili, beh, per quelli c’è ancora tempo.

Aspetti positivi

Il primo dato positivo, rispetto alla scorsa stagione, è che dopo due giornate il Rimini è a +1, visto che l’anno scorso la squadra di Raimondi perse in casa con l’Arezzo e a Sassari con la Torres. Con un po’ di fortuna in più i punti in più potevano essere 3 anziché uno se i biancorossi non fossero stati raggiunti nel recupero a Carpi. Questo senza considerare i due turni superati in Coppa Italia. L’altro indubbio dato positivo è la mezz’ora iniziale disputata dal Rimini sabato sera contro l’Entella. La sensazione è che contro una squadra come quella ligure, dal tasso tecnico superiore, il Rimini abbia fatto un figurone finché è andato il doppio sul piano della corsa e dell’intensità. Finita la benzina, non solo a livello fisico ma anche mentale, complice anche il gol del pareggio di Castelli, il Rimini è letteralmente evaporato e quando il match si è livellato sul piano della corsa, inevitabilmente è venuta fuori la maggiore qualità dei liguri. Ma quei 30 minuti iniziali fanno sperare: non appena la condizione fisica sarà al top, ecco che il Rimini d’assalto visto nella prima parte del match di sabato potrà ampliare il suo raggio d’azione anche a livello temporale. E poi va sottolineato che ai biancorossi mancavano sugli esterni giocatori in grado di fare la differenza come Chiarella e il bulgaro Dobrev, che nell’uno contro uno può essere decisivo ma che non è ancora in condizione. Senza considerare che da questa settimana ci sarà anche Marco Piccoli, centrocampista di assoluto valore. Il mercato della società biancorossa, a meno di eventi imprevedibili, si è chiuso ieri: gli slot a disposizione (23) sono esauriti e non si farà ricorso ad altri svincolati come successe l’anno scorso con Colombi e Sala.

Aspetti negativi

Sulla bilancia vanno messi anche gli aspetti negativi. Che il Rimini sia crollato dopo una buona mezz’ora è stato detto, va aggiunto che anche l’anno scorso gli uomini di Raimondi prima e di Troise dopo prendevano molti gol, ma li facevano anche. A Lamesta e Morra bastava un pertugio, una fessura, un angolo del vertice dell’area per centrare la porta; quest’anno quella tipologia di gol è da scordare, le reti saranno frutto più di una giocata collettiva che del colpo del singolo. Ed essendo una squadra più giovane, le sbandate psicologiche come quella subita nel secondo tempo contro l’Entella saranno anche più frequenti. In tutto questo il turnover forsennato di Buscè non aiuta: cinque cambi rispetto al buonissimo match giocato a Carpi sono parsi eccessivi nell’ottica di dare solidità e punti di riferimento a questa squadra. Altro dato che non ha convinto del match di sabato, ma in questo caso la squadra non c’entra nulla, è stata la scarsa partecipazione del pubblico: 2.503 presenti, di cui 1.780 abbonati (419 in meno rispetto alla scorsa stagione) è un dato non esaltante in vista di una stagione che nelle intenzioni della società dovrebbe essere migliore e più partecipata rispetto a quella dell’anno scorso.

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