I figli, sul campo da calcio, a battagliare in una sfida delle finali play-off Under 15. Loro - genitori e altri parenti - sugli spalti, a intonare cori discriminatori e “insulti a sfondo razzista” all’indirizzo dei ragazzini impegnati sul terreno di gioco. È successo lo scorso 17 maggio, nel Riminese, durante la partita tra il Montescudo, padrone di casa e il Project Rs Fc Rimini: quanto accaduto ha spinto il giudice sportivo a sanzionare, con una ammenda da 150 euro ciascuna, le due società.
Le parole di scherno e gli epiteti lanciati ai giovani giocatori, infatti, sono giunte da entrambe le tifoserie in uno slancio assolutamente bipartisan.
La sanzione, si legge sul sito della Lega nazionale dilettanti-delegazione di Rimini, è stata comminata tanto al Montescudo quanto alla Project Rs Fc Rimini “per avere il pubblico sostenitore, presumibilmente formato da familiari dei giovani calciatori, apostrofato alcuni atleti avversari con inaccettabili e reiterati insulti di stampo razzista”.
I cori e le offese, a quanto ricostruito, sarebbero partiti da entrambe le tifoserie, composte da genitori e parenti dei calciatori, e indirizzati verso alcuni atleti, presumibilmente per il colore della loro pelle. Sul fronte sportivo la partita si è conclusa con la vittoria in trasferta per 3-2 del Project Rs Fc Rimini.