Il 2025 del Ravenna si è chiuso con un bilancio che ha il sapore di una piccola epopea. Quarantaquattro partite ufficiali, trenta vittorie, otto pareggi, sei sconfitte: numeri che, al netto delle soluzioni ai rigori, danno a Marco Marchionni una media invidiabile di 2,23 punti a gara, pur avendo affrontato un salto di categoria. Non è un caso, è una costruzione.
Ravenna, un 2025 che sa di epopea: il vero trionfo della programmazione
Dalla D alla C
I giallorossi hanno cominciato l’anno secondi in Serie D e lo finiscono primi in Serie C, senza mai perdere l’ordine né la continuità, pur cambiando campionato, giocatori, scenari. È la prova che una società solida, ambiziosa fin dall’inizio, capace di tradurre rapidamente progetti in strutture concrete, può davvero fare la differenza e scandire i tempi della crescita. Ma un merito indiscutibile è dell’allenatore, arrivato negli ultimi mesi del 2024 con un’idea chiara: per vincere bisogna correre forte, girare a ritmi intensi. E quando l’intensità cala, o l’avversario reagisce, l’attenzione non deve mai scendere. Un concetto semplice, quasi elementare, che però richiede convinzione assoluta. Marchionni l’ha trasmessa, i giocatori l’hanno assorbita, anche dopo il rinnovamento estivo che ha cambiato gran parte della rosa senza intaccare lo spirito. Quello spirito si è visto in partite destinate a restare nella memoria: le rimonte da 0-2 a 3-2 contro Zenith Prato (8 marzo) e Perugia (19 settembre), il 2-1 al Pontedera rovesciando il risultato nel recupero (7 dicembre), la conquista della Coppa Italia di serie D (12 marzo), i gol decisivi in extremis di Stefano Okaka, spesso di tacco come se la bellezza dovesse accompagnare l’utilità. Imprese emotive prima che tecniche, difficili da concentrare in un solo anno solare, immagini di una squadra capace di non arrendersi mai
Variazioni sul tema
Tatticamente, Marchionni è partito dal 3-5-2, modulo sempre usato in avvio di partita, ma in corsa ha variato sempre più spesso: difesa a quattro, struttura più offensiva, inserimento del trequartista. E quasi sempre la situazione è migliorata. Ha alternato marcatura a zona e uomo su uomo, dimostrando che il Ravenna possiede molti abiti, tutti di buona fattura. Questa flessibilità intelligente è la promessa più solida anche per il nuovo anno.
E poi il pubblico: il Benelli ha ritrovato calore costante, intorno alle quattromila presenze, con due sold out contro Arezzo e Ascoli a quota 4.995. Segno che la città ha riconosciuto un percorso stimolante, una squadra che gioca per vincere e con la quale riesce ad identificarsi.