Ravenna, ora il bicchiere è diventato mezzo vuoto

Andrea Mandorlini le ha provate tutte. Tatticamente e anche numericamente, perché mercoledì sera contro la Pianese al tirare delle somme il tecnico del Ravenna ha schierato al completo la rosa degli attaccanti che aveva a disposizione, oltre che a cambiare lo schema iniziale per cercare di rivitalizzare un encefalogramma piatto. Cosa sinceramente imprevista dopo la prova tutto sommato brillante fornita ad Arezzo. Adesso oltre ad avere effettuato un recupero solo minimo sulla capolista, il Ravenna deve digerire anche il sorpasso di un Ascoli che viaggia a mille sotto il profilo dell’entusiasmo e che aspetta proprio i giallorossi nel posticipo di lunedì prossimo, quando probabilmente verrà vietata la trasferta ai tifosi romagnoli.

Situazione cambiata

Il bicchiere del Ravenna all’indomani del nulla di fatto con la Pianese è certamente mezzo vuoto, ma quanto meno a riempirlo parzialmente è arrivato il sospirato rientro di Matteo Motti, Oscar della jella per la stagione 2025-2026: «Sono ovviamente contento per il rientro in campo dopo tanto tempo, non potevo essere brillante dal momento che sono tornato in gruppo solo da una decina di giorni, comunque le sensazioni sono state buone e adesso debbo soprattutto venire avanti di condizione. Peccato che il mio rientro non sia coinciso con una vittoria del Ravenna, ci abbiamo provato ma senza riuscirci».

Mandorlini ha schierato tutti gli attaccanti: Spini, Fischnaller e Italeng dall’inizio, Okaka e lo stesso Motti a gara in corso: «Rispetto alle mie ultime presenze in campo alcune situazioni sono cambiate, compreso lo schema di gioco adottato. Adesso per quanto mi riguarda penso che dipenderà da come mi vedrà l’allenatore in base alle esigenze tattiche delle varie partite. Io posso fare la prima punta, la seconda e anche l’esterno, cercando sempre di dare il massimo per il Ravenna, quindi sono completamente a disposizione».

Gli infortuni ripetuti hanno guastato il panorama generale di un anno che doveva consacrare Motti tra i professionisti dopo le ottime stagioni tra i Dilettanti, in particolare l’ultima: «E’ normale che debba dimostrare di meritare la categoria dopo tanti anni trascorsi tra i Dilettanti, all’inizio della stagione penso di averlo fatto ma poi sono subentrati gli infortuni a fermarmi ed a complicare tutto. Adesso ho sette partite a disposizione e poi arriveranno i play-off, voglio cercare di prendere subito il ritmo partita perché tutto sommato quattro mesi di stop non sono facili da recuperare velocemente. In questo momento mi sento più o meno al 70 per cento della migliore condizione, la volontà è quella di progredire nel minor tempo possibile».

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