Ravenna chiama e Arezzo risponde: si riparte da -7

Podio immutato e distacchi pure nel girone B, ieri Arezzo e Ascoli hanno risposto alla sofferta ma tutto sommato meritata vittoria del Ravenna sul Carpi. Gara che ha visto una parte del Benelli sfollare dubbiosa. Non è stata una prova completamente convincente quella del Ravenna, questo sì, però da qui a pensare di tifare improvvisamente per il Barcellona o il Paris Saint Germain ce ne passa. Forse le ambizioni e la generosità dimostrate dalla proprietà possono effettivamente avere indirizzato i sentimenti verso pretese da sempre lontane dalla storia del calcio cittadino, salvo rari casi. Serve allora ricordare una frase del grande Walter Alfredo Novellino quando vinceva senza convincere, pur se aveva a disposizione oltre all’indimenticato Mero gente come Buonocore, Schwoch e Zauli: «Se volete lo spettacolo, dovete andare al cinema”.

Andamento super

La verità è che i risultati del Ravenna in tutto l’anno di grazia 2025 hanno reso parte della tifoseria di bocca molto buona, di conseguenza il calo di rendimento innegabile dell’ultimo bimestre ha fatto storcere la suddetta bocca a molti. Bisogna mettersi d’accordo, allora: questo Ravenna vale di più e con un’altra guida tecnica potrebbe dare spettacolo oppure è una squadra che pur non esibendo mai un calcio brillante è andata forse oltre i propri limiti, anche grazie ad un atteggiamento nel complesso prudente? Il dibattito è aperto, sta di fatto che il neopromosso Ravenna è secondo in classifica e su questo è impossibile obiettare. Certamente il cambio di modulo, richiesto a gran voce dall’opinione pubblica e forse non solo, ha aumentato il potenziale offensivo, ma anche contro il Carpi al tirare delle somme non è cambiato niente a proposito del difetto cronico del Ravenna: creare molto, concretizzare poco. E qui il modulo c’entra davvero poco.

Anacoura c’è

Riguardo alle ultime due partite del Ravenna non è un’eresia sostenere che Joyce Francesco Anacoura abbia portato in cascina tra i due e tre punti sui quattro conquistati. Contro il Carpi il suo istinto ha neutralizzato la migliore occasione da gol ospite, arrivata in mischia da Pietra: «Alla fine si può dire che sia stata una parata decisiva - racconta il portiere - è stata di puro istinto vista la vicinanza del tiro, l’ho respinto come potevo e poi la squadra è stata brava a liberare l’area che a quel punto era molto intasata. Sono ovviamente felice di questa preziosa vittoria, per quanto riguarda il recente arrivo di Poluzzi posso sicuramente dire che non ha spostato il mio focus, io cerco comunque di lavorare al massimo e farmi trovare sempre pronto. Quanto al nuovo modulo con la difesa a quattro per me va bene».

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