La partita con lo Spezia, anche per il comportamento dell’arbitro e i tanti episodi contestati, è stata caratterizzata da un atteggiamento complessivo molto nervoso da parte di tutto il Ravenna, di tanti di quelli in campo e anche della panchina in generale, saltata in campo dopo le due espulsioni e molto agitata in occasione della rete ospite. La realtà dice che se la classifica piange la realtà meno, perché in campo la differenza di punti non si è vista anche con i giallorossi in inferiorità numerica. I mezzi e il gioco continuano ad esserci, servono magari calma e raziocinio? Allora siamo andati da Ariedo Braida.
Ravenna, Braida predica calma: “Siamo troppo nervosi e questo è un problema”
Storia da costruire
Il vicepresidente del Ravenna, come sempre, dispensa esperienza e lucidità anche in questo frangente: «Siamo troppo nervosi – dice – e questo è un problema. Noi dobbiamo costruire la nostra storia, dopotutto bisogna considerare il fatto che due anni fa mentre il Ravenna era in D lo Spezia giocava in serie A. Anche per questo la capolista ha dimostra di essere serena e fare la partita con raziocinio, noi non abbiamo certo demeritato però il nostro nervosismo è stato deleterio perché è mancata la serenità per gestire alcune situazioni. Dobbiamo costruire una cultura calcistica ad alto livello ma per questo serve sempre tempo. Da parte mia cerco di trasmettere questo concetto a tutti, purtroppo da qualche tempo le mie condizioni di salute non me l’hanno consentito. Però io voglio tornare appena possibile e intanto trasmetto questo messaggio: il campionato non è affatto finito, oggi dobbiamo soprattutto difendere il secondo posto, poi tra due mesi magari vedremo dove saremo noi e dove sarà lo Spezia». Tornando all’ultima gara, Braida è sibillino sulla direzione di gara: «L’arbitro per noi non deve diventare un alibi, ha fatto degli errori ma ad esempio l’espulsione è stata legittima. La squadra per diventare stabile e con dei valori, visto che ha dimostrato di saper esprimere calcio, deve esprimere anche cultura sportiva. Domenica abbiamo perso, ci sta, il calcio è questo, però anche con uno in meno, dopo l’espulsione, siamo stati più spensierati e giocato alla pari, probabilmente è subentrata a quel punto la convinzione di non avere più nulla da perdere e quel pochino di timore che c’era stato all’inizio non aveva più motivo di esserci».
Arrivederci al Benelli
La saggezza di Braida non gli impedisce comunque di mordere il freno, il decorso dopo l’intervento chirurgico procede e adesso aspetta l’ok dei medici per tornare anche allo stadio. L’obiettivo è il match casalingo di domenica 1 novembre con il Pineto: «Farò il possibile per esserci – chiude il vicepresidente giallorosso - Sabato prossimo invece mi dovrò accontentare ancora della partita in tv, ma l’importante sarà che il Ravenna vinca».
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