Ravenna, Braida e il nuovo corso di Mandorlini: “Serviva una scossa psicologica”

Il vicepresidente giallorosso Ariedo Braida ha un bagaglio di esperienza talmente vasto e pesante alle spalle che forse Ryanair non consentirebbe neppure un solo imbarco per accettarlo interamente. Logico, allora, dopo le ultime importanti vicende in casa Ravenna andare da lui per una valutazione di tre giorni, non quelli cinematografici del Condor ma quelli trascorsi tra la brutta prova di Terni e quella convincente di domenica scorsa, sicuramente da ricordare per tutte le cose che sono successe.

Nessuna ricetta

Un voltafaccia che ha sorpreso piacevolmente l’entourage della società e i tifosi, i quali non hanno mancato comunque di ringraziare con uno striscione Marco Marchionni. L’ex tecnico resterà nell’albo d’oro del Ravenna come l’allenatore che conquistò il primo trofeo della storia.

Braida fa conoscere allora il suo pensiero, come sempre del tutto rispettabile e autorevole: “Non si può mai dire con certezza che il cambio di allenatore possa mutare così decisamente il rendimento della squadra, in questo caso tanto più con un solo allenamento alle spalle. Gli aspetti del calcio che conosco da tempo però dicono che certe volte subentra un blocco di natura psicologica, quando dopo un lungo periodo nel quale le cose sono andate molto bene e poi invece si mettono male come è successo al Ravenna negli ultimi tempi. Possono sicuramente esserci tanti piccoli fattori infinitesimali che, sommandosi progressivamente, possono provocare questo blocco che causa poi prove deludenti. Molte volte un cambio di allenatore dà una scossa a livello psicologico, cosa che abbiamo appena visto, poi comunque le partite si possono vincere e si possono perdere».

Il Ravenna appartiene al primo dei due casi, con una partenza lenta e una grande progressione: «Domenica scorsa - chiude Braida - il primo quarto d’ora è stato difficile a livello mentale, la squadra è apparsa frenata dal timore e dalle consegne ricevute. In certi casi basta un segnale per cambiare la psiche della squadra, può essere un gol fatto ma anche subìto. Non ci sono regole fisse e nessuno ha in tasca la ricetta della verità. Ci sono solo professionisti che lavorano e che mettono a frutto quello che hanno imparato nel tempo. Detto questo, umanamente il distacco dall’allenatore dispiace molto perchè si erano creati rapporti umani importanti, ma la vita professionale di un tecnico è questa da sempre, quando le cose vanno male è il primo a rimetterci».

Samb, altro scossone

Il nuovo programma del Ravenna prevede al momento tutti gli allenamenti al mattino, quello di ieri è stato effettuato a Glorie mentre oggi verrà testato il terreno di gioco di Pisignano. E’ tornato in gruppo Donati, sabato contro la Sambenedettese però ci saranno ben sei assenti, cioè gli squalificati Anacoura, Bani e Okaka e gli infortunati Di Marco, Falbo e Motti.

Infine la Samb ha esonerato il tecnico Mancinelli e ha scelto Boscaglia. Separazione consensuale con il diesse De Angelis.

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