La saggezza di Braida al servizio di un Ravenna: “In Arabia? Ero lì per un atto di cortesia”

Quando il Ravenna veleggiava in testa alla classifica, anche se i tempi erano abbastanza prematuri come del resto lo sono anche ora, Ariedo Braida aveva sempre predicato umiltà e lavoro, sostenendo che solo con quelle armi si poteva continuare a lottare a queste vette per una neopromossa come il Ravenna. Con un solo punto e un gol su rigore negli ultimi 270’, il vento adesso soffia in senso contrario alla barca pilotata da Marco Marchionni, ma l’esperienza e la saggezza del dirigente non smettono di risultare utili. Anzi, a maggior ragione in questo momento storico del campionato.

Ricompattarsi

L’ex dirigente di Milan e Barcellona, quindi, riassume esprimendo come sempre poche ma precise istruzioni per cercare di ribaltare il trend dell’ultimo mese di campionato: «Nessuno ha in tasca la ricetta della verità, adesso la cosa importante è ricompattare la situazione utilizzando quelli che comunque debbono essere i segnali distintivi del Ravenna, quindi umiltà e lavoro. Basterà dare l’uno per cento in più da parte di tutti e e le cose miglioreranno, sono i tanti piccoli dettagli che possono fare la differenza, non una cosa soltanto. Bisogna che ognuno si dia da fare anche personalmente pure nel privato e naturalmente mantenere l’identità di gruppo, gioire e soffrire insieme ogni giorno e in ogni partita. Non servono magie, basta recuperare identità. Mollare un pochino è psicologico non è che lo si vuole fare di proposito, anzi. Però bisogna fare la differenza lavorando al cento per cento, il novantotto può non bastare».

Coraggio, mercato, Arabia

Braida parla poi del futuro e anche dell’equivoco-Arabia: «Nelle ultime partite è mancata forse la determinazione di voler vincere e anche il coraggio di mettere qualcosa in più. La grande prestazione capita raramente, il quid di gruppo diventa una percentuale decisiva. Anche la panchina deve unirsi con il massimo sforzo una volta chiamata in causa. Quanto al mercato di gennaio, la società si è mossa (Italeng già qui e Fischnaller in arrivo, ndr) in modo importante, con la mia esperienza posso dire che non bisogna mai pensare di risolvere tutto quanto in questo modo. Dal mercato di riparazione non spuntano mai miracoli, invece è fondamentale lavorare con qualità ed entusiasmo e mettercela tutta». Flash finale sulla fake new che ha preoccupato tutto l’ambiente giallorosso: «Ma no, in Arabia ho fatto un semplice atto di cortesia nel visitare un club con all’interno persone italiane. Io ero lì con moglie e famiglia, c’era un giornalista e, visto che mi conosceva, ha pensato a uno sviluppo sbagliato scrivendo che avrei collaborato con quella società. Io resto certamente a Ravenna».

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