Non è facile a 65 anni e mezzo ed una carriera molto lunga e ricca di successi essere emozionati. E’ successo invece ad Andrea Mandorlini, ravennate doc diventato primo allenatore della squadra della sua città dopo le esperienze da secondo negli anni Novanta, illustrati dalla promozione con Rumignani e dal miglior Ravenna della storia, quello in cui affiancò Novellino. Ieri, alla conferenza stampa di presentazione, contemporaneamente sua e del match odierno, Mandorlini è appunto apparso emozionato ed orgoglioso.
L’orgoglio di Mandorlini: “La chiusura di un cerchio”
Orgoglio e responsabilità
Il nuovo allenatore giallorosso ha raccontato le vicende che l’hanno portato sulla panchina giallorossa: «Alle 2 di giovedì notte è arrivata la chiamata del Ravenna che mi chiedeva la disponibilità a impegnarmi, da parte mia ho pensato subito che allenare a casa sarebbe stato un motivo di orgoglio e mi avrebbe pure responsabilizzato parecchio. Vedremo come andrà, conosco la squadra ma una cosa è vederla dalla tribuna e un’altra guidarla dalla panchina. Ero molto emozionato oggi (ieri, ndr) al mio primo allenamento, un’ora e mezza di lavoro non può ovviamente bastare ma vedrò di dare il mio contributo subito. Un pochino di tempo ci vorrà per conoscere meglio tutti e programmare il lavoro futuro, però i risultati non possono aspettare».
Affari di famiglia
Mandorlini ha parlato poi della situazione molto particolare che ha trovato: «Affronto una situazione senza dubbio non facile perché ho due figli coinvolti, anzi tutta la famiglia è coinvolta (un nipote, figlio di Davide, gioca nell’Under 16, ndr), sono molto contento di essere qui e spero di essere bravo a fare tante cose. Sono quindi molto orgoglioso, forse è la chiusura di un cerchio iniziato tanti anni fa quando ho fatto il secondo qui. Mi aspetta per cominciare subito una partita impegnativa contro la Next Gen, non possiamo però guardare in faccia a nessuno e soprattutto perché giochiamo in casa vedremo di fare il massimo per un’ora e mezzo, questa squadra ha fatto risultati molto importanti nel girone di andata ed ha valori importanti da ritrovare. Dobbiamo migliorare certi aspetti rispetto alle ultime gare».
Una introduzione particolare
Seduto alla sinistra del padre, Davide Mandorlini ha fatto gli onori di casa in rappresentanza della società: «Prima di tutto ci tengo molto a ringraziare Marchionni e il suo staff, abbiamo passato insieme momenti molto belli e ottenuto risultati importanti. Purtroppo la prestazione negativa di Terni ci ha indotto a un cambio repentino dopo un trend comunque non positivo nell’ultimo periodo e in questo sport alla fine paga sempre l’allenatore. Penso che Andrea per esperienza e curriculum sia quello che può servire adesso, poi vedremo naturalmente cosa dirà il campo. Proveremo ad arrivare più in alto possibile in classifica, nel caso saranno playoff cercheremo di arrivarci nella miglior posizione possibile e di crescere in vista dei prolungamenti stagionali. Il nostro è un progetto importante che non cambia certamente adesso».
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