Un punto in tre partite ha fatto giustamente scattare una specie di allarme in casa giallorossa, anche perché l’Arezzo, sempre senza strafare, ha battuto il Pontedera e adesso è 4 punti avanti. La sirena che segnala pericolo suona però ancora piano perché a fine agosto tutti avrebbero firmato col sangue questa classifica. Certamente andranno ritrovate il ritmo giusto e la velocità di manovra, scomparse nelle ultime tre uscite e l’attacco dovrà tornare a produrre perché un gol su rigore negli ultimi 270 minuti è una media improponibile per questa squadra.
Problemi davanti
L’infermeria piena zeppa è fuori di dubbio il primo problema dell’attacco del Ravenna. Stefano Okaka dopo aver risolto diverse partite, ultima quella contro il Pontedera, non si vede più proprio da quella gara, prima per uno stiramento e poi per la febbre. Abdel Zagrè si è dimostrato leggero per la categoria, in questi chiari di luna sarebbe servito pure lui ma la pubalgia l’ha messo fuori gioco e adesso è in partenza per cercare minutaggio altrove. Matteo Motti è un caso a parte, delicato anzichenò: l’ex attaccante del Tau era partito a mille, poi è intervenuta la pubalgia a tarpargli le ali e adesso, come se non bastasse, una frattura al coccige che lo terrà fuori per un periodo da valutare che non sarà brevissimo. Abili e arruolati? Spini e Luciani, col primo che ha fatto pentole e coperchi finora ma che probabilmente accusa un calo comprensibile e sabato è partito dalla panchina, Luciani poi non ha mai convinto pienamente ma resta comunque il punto di riferimento offensivo. Nicolas Viola è un discorso a parte: la classe è assodata, la forma in crescita, uno come lui deve per forza offrire il cambio di marcia necessario. In quale posizione dovrà valutarlo Marchionni, perché molto avanti toglie fisicità e profondità all’attacco e molto indietro non può e non deve fornire un apporto in fase di contenimento e copertura. Detto tutto ciò, il rinforzo nel settore offensivo è arrivato ed è ovviamente in attesa di giudizio perché i dieci minuti di sabato scorso, quando è entrato in campo visto che era l’unico attaccante in panchina, non fanno assolutamente testo. L’ex punta del Sudtirol era arrivato da poche ore e non aveva ancora memorizzato il nome dei suoi nuovi compagni. Naturalmente tutta la popolazione giallorossa farebbe carte false per rivederlo la prossima stagione, perché Italeng è arrivato dall’Atalanta via Sudtirol in prestito ma con obbligo di riscatto in caso di promozione.