Il Ravenna si è fermato, ma ha dimostrato di essere all’altezza dello Spezia

SANDRO CAMERANI

Dejà vu al Benelli: 364 giorni dopo, il Ravenna ha perso in casa in campionato e ancora una volta contro una capolista. Era l’Arezzo un anno fa, è lo Spezia ora. Ma le analogie finiscono qui, perché se l’Arezzo aveva espresso una chiara superiorità sul Ravenna, anche se sullo 0-1 (poi finì 0-3) i giallorossi andarono a mezzo passo dal pareggio, domenica i 5 punti di distanza che alla fine sono diventati 8 proprio non si sono visti.

Bicchiere mezzo pieno...

Infatti, anche in inferiorità numerica, il Ravenna ha tenuto testa allo Spezia e ad inizio ripresa ha avuto due ottime opportunità, mentre nel prosieguo della partita ci sono stati il gol di Jimenez forse viziato da un fallo di mano di Di Serio (le immagini non hanno chiarito se il controllo sia avvenuto con la spalla o con il braccio, quindi l’arbitro ha confermato la decisione del campo) che il rigore reclamato. Sul gol, forse le proteste hanno condizionato il prosieguo dell’azione e il mancato tempismo nel contrastare il tiro di Jimenez. Palesemente irregolare, invece, la rete segnata con il braccio largo da Soleri, anche se nell’immediato tutti hanno esultato e la panchina si era rovesciata sul campo: quella è stata però una delle poche occasioni nelle quali Ramondino è stato lucido e deciso.

...e/o mezzo vuoto

Non lo era stato in occasione della stupidaggine di Da Pozzo, neppure sancita con un cartellino giallo prima di essere mandato al video dalla card ospite. Quella è stata una decisione rimandata ma ineccepibile dopo la revisione e non per questo bisogna gettare la croce addosso ad un ragazzo che si è fatto trascinare dal momento. Da Pozzo, oltre ad essere stato il giallorosso che più di tutti ha mostrato una crescita importante in questa stagione, è stato quello dal rendimento più continuo assieme a Venturi. L’espulsione fa parte del bicchiere mezzo vuoto, al quale va aggiunto un nervosismo latente che ha contraddistinto tante gare del Ravenna in questa prima fase del campionato. Va bene l’agonismo, va benissimo la carica, a patto di non esagerare, e in questo senso le ripetute proteste di Donati, quasi sempre ammonito nei primi tempi e conseguentemente frenato nel prosieguo. C’è da discutere, poi, sul numero di occasioni e tiri in porta effettuati, anche se dall’altra parte, oltre al gol, c’è stata una sola parata di Venturi. Detto questo, la sensazione è che il modulo migliore per questo Ravenna sia il 4-3-1-2, però Mandorlini raramente ha potuto utilizzarlo per l’infortunio di Fischnaller e la condizione forzatamente insufficiente di Soleri. Contro lo Spezia, sulla carta formazione superiore in questo momento anche se il campo non l’ha mostrato, è stato confermato il 4-3-3 che aveva funzionato molto bene con il Campobasso. La sensazione è che presto si cambierà, sempre che Fischnaller torni e Soleri arrivi al meglio della condizione. Intanto, a -8 fa molto freddo, vero: il Ravenna deve coprirsi bene e riprendere a vincere in modo continuo, comunque, perché il campionato è molto lungo, sì, ma non infinito.

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