Il doppio volto del Ravenna, ma ora serve concretezza

Due tempi e due Ravenna, domenica nel catino bollente dell’Arechi. Il fatto che stride, e che risponde alla dura legge del gol cantata da Max Pezzali, è che i giallorossi abbiano sofferto molto nei primi 45 minuti, chiusi sullo 0-0, e giocato meglio della Salernitana dopo l’intervallo, quando però hanno incassato i gol del 2-0 finale. Un risultato che complica in modo importante la corsa alla qualificazione alla Final Four, ma non esclude già in partenza il Ravenna. A patto che domani sera la squadra giochi tutta la partita come fatto a Salerno nel secondo tempo e che sia più concreta rispetto alla gara di andata, quando Donnarumma ha compiuto un miracolo su Fischnaller e Tenkorang ha sparato contro la traversa la palla del possibile 1-1.

Giano bifronte

Un po’ come Giano bifronte, il Ravenna ha giocato il primo tempo con lo sguardo rivolto indietro e il secondo guardando avanti. Nella frazione iniziale la squadra di Mandorlini è stata a lungo soverchiata dal ritmo della Salernitana, con Ferraris schierato tra le linee che è sempre risultato un rebus irrisolto per una squadra giallorossa prevedibile e spuntata, visto che Viola, schierato in posizione di mezzala, non ha avuto modo di incidere come contro il Cittadella anche perché Okaka non ha dato segnali di vita. Aggiungendo al poco dinamismo davanti anche la staticità dei tre difensori, il Ravenna ha finito per essere sempre schiacciato nella propria trequarti. Altra roba la ripresa, con Mandorlini che ha indovinato i cambi giusti, inserendo a destra Da Pozzo, che senza il guaio al ginocchio sinistro avrebbe giocato dall’inizio, e Di Marco, il più dinamico e intraprendente come contro il Cittadella ma difficile da accoppiare a Viola, e passando al 3-4-2-1 con Di Marco e l’insostituibile Tenkorang a giocare alle spalle di Fischaneller e a creare grattacapi alle uscite difensive granata. Il Ravenna ha giocato di più, però a raccogliere (magari con un tempo di ritardo) è stata la Salernitana anche grazie ad una difesa giallorossa disattenta sui calci d’angolo, vecchio vizio tornato d’attualità.

Il problema del gol

Per continuare a tenere vivo il sogno promozione, domani il Ravenna dovrà segnare almeno due reti. Come? Difficile da dire visto che il solo Fischnaller offre garanzie in questo senso. Spini a parte (però poco utilizzato ultimamente), gli attaccanti che gli sono stati affiancati non hanno convinto. Serviranno, quindi, gli inserimenti ma anche le iniziative personali di Da Pozzo, Tenkorang e Di Marco, oltre a cercare fortuna su angoli e calci piazzati con Esposito e Bianconi. Mancherà Viola ma sarà importante il ritorno di Donati, che, oltre a portare esperienza, renderà molto meno statico e decisamente più propositivo il terzetto difensivo. Infatti i suoi inserimenti costringeranno la Salernitana a... muoversi e permetterà al Ravenna di aprire nuovi spazi dentro i quali cercare un’impresa: non una missione impossibile ma comunque un’impresa. Il Benelli sarà sold out per una notte da ricordare in ogni modo, che da tempo non si vedeva a queste latitudini. Sarà una serata da applausi, qualsiasi sarà il verdetto, per società e squadra. Il resto si vedrà.

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