Effetto Ronaldinho a Ravenna: la B prima ancora della B - Gallery

Non sarà ancora arrivato il primo salto di categoria conquistato sul campo, ma la sensazione dei tifosi, dal primo giorno del nuovo corso, è che tutto sia soltanto una questione di tempo. Non c’è il dubbio se accadrà, ma quando accadrà. Perché in fondo a Ravenna ci si sente in Serie B da almeno due anni. Da quando Ignazio Cipriani ha rilevato la società giallorossa si è avvertito il cambiamento. Prima ancora dei risultati, è tornata l’ambizione, la fiducia, la voglia di pensare in grande.

Il nuovo corso non ha nascosto di voler puntare in alto, addirittura all’Europa che conta, sapendo però che la palla è tonda, che non sempre a grandi investimenti corrispondono subito i risultati (tanto più in una scienza non esatta come il calcio) e che la crescita passa anche da qualche step che non va come da programma. Di precedenti sono piene le cronache. Basti pensare al Psg, ad esempio, che prima di vincere ha dilapidato fior di quattrini. Per acquisire una mentalità vincente serve misurarsi sul campo, ma prima di tutto servono risorse, altrimenti i sogni sono destinati a restare tali. Ronaldinho è l’ultima, spettacolare tessera di questo mosaico.

Non sarà lui a garantire la promozione dal campo, così come non sarà un gol del brasiliano a certificare la bontà di un progetto. Ma è il simbolo di una società che non ha paura di osare e che ha deciso di farlo partendo dal basso e dalla periferia per diventare globale. Perché un conto è trasformare in vincente una squadra di una città come Parigi, altro pensare di farlo in una realtà che non è esattamente il centro del mondo. Riuscirci sarebbe un capolavoro nel capolavoro. D’altronde sono pochissimi gli esempi di cenerentole nel calcio delle big. Forse solo il Como e l’Anzhi Makhachkala, club russo che arrivò a ingaggiare campioni del calibro di Roberto Carlos e Samuel Eto’o. E allora può anche capitare che la classifica dica ancora Serie C, che sul campo manchi la prima vittoria e che la strada sia tutta da percorrere. I tifosi del Ravenna, però, hanno già vinto qualcosa di meno misurabile e forse di più importante: la convinzione che il futuro possa essere diverso dal passato. E che sia solo questione di tempo.

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