Cipriani scatena la volata del Ravenna: «Sono convinto che in B ci andremo noi»

Ignazio Cipriani ha festeggiato ieri il suo 38° compleanno e, a proposito di numeri, l’ha potuto trascorrere come il presidente del Ravenna che, da quando la vittoria vale 3 punti, in Serie C vanta la seconda migliore posizione per punti in un singolo campionato. Dopo la 25a giornata, infatti, questo Ravenna è, con 49 punti, alle spalle solo di quello che nel 2006-2007, con Dino Pagliari in panchina, alla fine conquistò la Serie B e che a questo punto aveva 52 punti. Terzo, staccatissimo a quota 38, il Ravenna di Gianluca Atzori che fu eliminato dal Padova in semifinale play-off nel 2008-2009.

Altri tempi. Adesso con la proprietà di Cipriani e del gruppo Black Duck, Ravenna ha ritrovato un entusiasmo che pareva sopito e rinnovato le ambizioni oltre a pianificare finalmente anche il futuro del club giallorosso.

Presidente Ignazio Cipriani si aspettava un Ravenna così competitivo al primo anno tra i professionisti?

«Si, perché è quello su cui abbiamo lavorato fin da subito: creare una struttura e uno staff che avessero la mentalità giusta per puntare in alto. Siamo ambiziosi, non lo abbiamo mai nascosto. Potranno esserci degli ostacoli, ma questi fanno parte di un percorso di crescita che siamo sicuri darà grandi soddisfazioni alla città. I risultati stanno confermando che la strada è quella giusta, dobbiamo continuare con questo atteggiamento, con i piedi per terra ma gli occhi fissi sui nostri obiettivi».

Sotto quale aspetto pensa che si possa ancora migliorare?

«Si può migliorare in tutto, sempre. Ognuno di noi deve avere la motivazione di dare il 110 per cento ogni giorno per questo progetto, senza eccezioni. I grandi risultati arrivano solo con tanto lavoro e grande coesione. E in questo il pubblico ha un ruolo fondamentale: il Benelli pieno fa la differenza. L’entusiasmo è il vero carburante del Ravenna e non possiamo prescindere da questo sostegno. Ciò che stiamo facendo è qualcosa di straordinario e la squadra merita di sentire la città sempre al suo fianco».

Nelle ultime settimane in città si è sentita qualche critica al gioco della squadra. Come la pensa?

«Siamo già molto autocritici per natura e sappiamo bene dove abbiamo perso terreno. Gli infortuni subiti a fine andata da Okaka, Motti e Zagrè ci hanno penalizzato in modo significativo all’inizio del ritorno, quando invece avremmo dovuto accelerare il passo. In questo campionato spesso le partite si vincono anche grazie alla panchina, con giocatori di qualità pronti a entrare e a cambiare ritmo quando l’avversario cala. Ora, con i nuovi innesti Viola, Fischnaller, Italeng, Bani e Poluzzi e con Okaka tornato in forma possiamo pensare di avere ancora questa possibilità, aspettando i rientri di Donati, Di Marco e Motti. Detto questo, dobbiamo solo guardare avanti, affrontando ogni partita con l’obiettivo di vincere e senza timori. Sono convinto che, in un modo o nell’altro, in Serie B ci andremo noi».

Siete molto attivi anche con i progetti fuori dal campo, come procedono?

«Stiamo lavorando senza sosta anche fuori dal campo, perché non si può pensare di crescere solo sul piano sportivo. Stadio, centri sportivi, strutture: tutto deve andare di pari passo con lo sviluppo della squadra. La proprietà ha una visione di lungo periodo, non siamo qui di passaggio. Vogliamo costruire qualcosa di solido e importante per Ravenna e per i ravennati. Sono fiducioso che, anche grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale, sapremo farci trovare pronti già dalla prossima stagione».

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